8 Luglio 2026, mercoledì
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Cinque sceicchi di Hebron chiedono la pace con Israele e propongono un emirato autonomo

In una lettera al governo israeliano, un gruppo di leader tribali della Cisgiordania esprime il desiderio di aderire agli Accordi di Abramo e staccarsi dall’Autorità Palestinese. La rivelazione è del Wall Street Journal.

ROMA – Una proposta inedita e potenzialmente esplosiva giunge dal cuore della Cisgiordania. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, cinque influenti sceicchi del distretto di Hebron hanno inviato una lettera formale al governo israeliano in cui dichiarano l’intenzione di avviare un percorso di pace con Israele e di costituire un emirato locale autonomo, separato dall’Autorità Nazionale Palestinese.

Nella missiva, i firmatari esprimono apertamente il desiderio di aderire agli Accordi di Abramo — gli storici patti di normalizzazione tra Israele e vari Paesi arabi firmati a partire dal 2020 — e si propongono come interlocutori diretti dello Stato ebraico. Il documento sottolinea l’impegno a riconoscere Israele “come Stato del popolo ebraico”, chiedendo in cambio il riconoscimento dell’emergente Emirato di Hebron come rappresentanza legittima degli arabi residenti nell’area.

Un’iniziativa che rompe gli equilibri

Il gesto, senza precedenti recenti in Cisgiordania, apre interrogativi politici e diplomatici di grande portata. Hebron è una delle città simbolo del conflitto israelo-palestinese, con una coesistenza tesa tra coloni israeliani e una numerosa popolazione palestinese. La proposta dei cinque sceicchi rappresenta una sfida diretta all’Autorità Nazionale Palestinese, vista da parte della leadership tribale come incapace di garantire sviluppo e sicurezza.

Secondo il Wall Street Journal, altri leader tribali della regione avrebbero manifestato un sostegno informale all’iniziativa, pur preferendo restare anonimi per ragioni di sicurezza personale. Il clima nella zona resta infatti altamente volatile, e qualsiasi collaborazione percepita con Israele viene spesso bollata come tradimento dalle frange più radicali della società palestinese.

Il contesto degli Accordi di Abramo

L’iniziativa si inserisce nel solco degli Accordi di Abramo, siglati inizialmente tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, e successivamente estesi a Marocco e Sudan. Quei patti hanno aperto la strada a nuove relazioni diplomatiche ed economiche nel Medio Oriente, rompendo decenni di isolamento israeliano nel mondo arabo.

Tuttavia, finora, le leadership palestinesi hanno sempre rigettato con fermezza ogni adesione unilaterale agli Accordi, considerandoli un tradimento della causa palestinese. La mossa dei cinque sceicchi di Hebron, dunque, rappresenta una clamorosa eccezione che potrebbe aprire un nuovo fronte interno di divisione.

Riserbo da parte israeliana

Al momento non si registrano risposte ufficiali da parte del governo israeliano. La notizia, trapelata attraverso fonti giornalistiche statunitensi, viene accolta con cautela da molti analisti. Se confermata, potrebbe segnare l’inizio di un processo di frammentazione dell’autorità palestinese in Cisgiordania, con ricadute imprevedibili sul piano regionale.

Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione. La proposta di Hebron, benché ancora embrionale, potrebbe rivelarsi un segnale di mutamento nei rapporti di forza interni ai Territori Palestinesi — e, forse, una scommessa inaspettata sulla pace.

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