Finale thriller al Penzo: la Juventus vola in Champions, il Venezia saluta la Serie A
Di quelle partite che sembrano scritte da un romanziere del calcio, Venezia-Juventus chiude la stagione con cinque gol, mille emozioni e due verdetti opposti: i bianconeri si guadagnano un posto in Champions League, i lagunari salutano amaramente la Serie A. Finisce 2-3 una gara combattuta, vibrante, decisa da un rigore di Locatelli nella ripresa, dopo i gol di Fila, Yildiz, Kolo Muani e Haps.
Al termine dei 90 minuti, i sorrisi sono tutti per Tudor, che chiude il campionato al quarto posto alle spalle di Napoli, Inter e Atalanta. In lacrime, invece, la squadra di Di Francesco, che torna in cadetteria dopo una stagione coraggiosa ma troppo discontinua.
Un avvio shock, poi la rimonta bianconera
Al Penzo, la Juventus parte con la tensione di chi ha tutto da perdere e lo si vede subito. Fila, dopo appena due minuti, sfrutta un cross teso di Haps e, con una deviazione fortuita ma efficace, firma l’1-0 per il Venezia. Un gol che gela i bianconeri e infiamma lo stadio.
La reazione della Juve non è immediata, ma arriva. Costa trova la rete con una prodezza al volo, annullata però per un evidente tocco di mano rilevato dal VAR. Il pari è solo rimandato: al 25’, Yildiz approfitta di una rimessa laterale, salta secco Sverko e batte Radu con un mancino chirurgico. Sei minuti più tardi è Kolo Muani a completare la rimonta: destro potente e preciso sotto la traversa per il 2-1.
Il Venezia non molla: un tiro-cross velenoso di Nicolussi Caviglia si stampa sul palo, Yeboah e Doumbia mettono pressione, ma la Juve tiene e va al riposo avanti.
Il Venezia ci crede, ma la Juve colpisce
Nella ripresa il copione resta intenso. Il Venezia ci prova con il cuore e la spinta del pubblico. Dopo un avvio più equilibrato, un errore in uscita della retroguardia juventina regala il pari: Haps è il più lesto a punire ancora, portando il punteggio sul 2-2 al 55’.
La partita si fa nervosa, gli spazi si allungano, i duelli si moltiplicano. Yeboah sfiora il gol, ma Di Gregorio è reattivo. L’episodio chiave arriva al 73’: Conceiçao viene steso in area da Nicolussi Caviglia, l’arbitro non ha dubbi e concede il rigore. Locatelli è glaciale dal dischetto e firma il 3-2. È il gol della liberazione bianconera.
Un finale al cardiopalma
I cambi spezzano il ritmo, ma non il pathos. Entrano McKennie, Vlahovic, Gatti, Weah, e il Venezia tenta il tutto per tutto con Maric, Gytkjaer e Oristanio. Il forcing dei padroni di casa è generoso, ma impreciso. La Juve si chiude, soffre, resiste. Tra crampi, interventi provvidenziali e qualche brivido, i bianconeri portano a casa tre punti pesantissimi, che valgono oro.
Epilogo opposti: sogno europeo per la Juve, incubo per il Venezia
Al triplice fischio la fotografia è nitida: la Juventus torna nell’Europa che conta, e lo fa con una prova di carattere e sacrificio. Kolo Muani e Yildiz, ancora decisivi, sono il simbolo del nuovo corso voluto da Tudor, che centra l’obiettivo Champions tra mille difficoltà.
Dall’altra parte, il Venezia retrocede, lasciando sul campo lacrime e rimpianti. Un ritorno in Serie B che fa male, ma che potrebbe rappresentare anche un’opportunità per ripartire. Con una rosa giovane e un’identità chiara, il club lagunare ha le basi per risalire.
Verdetti chiari e impietosi in una gara che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo. La Serie A saluta il Venezia. La Champions League riabbraccia la Juventus.
