3 Luglio 2026, venerdì
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Elon Musk contro Peter Navarro: “Un cretino” – Scintille tra il magnate di Tesla e l’ex consigliere di Trump

Lo scontro è esploso dopo un’intervista a CNBC in cui Navarro ha sminuito il ruolo di Musk nell’industria automobilistica. La risposta del miliardario non si è fatta attendere.

Duello ad alta quota: Elon Musk fulmina Peter Navarro dopo le sue dichiarazioni su Tesla

L’aria si fa elettrica (è il caso di dirlo) tra Elon Musk e Peter Navarro. L’imprenditore visionario, patron di Tesla e SpaceX, ha risposto con un insulto secco – “cretino” – alle parole del già consigliere per il commercio dell’amministrazione Trump, scatenando un acceso botta e risposta mediatico.

Tutto è iniziato con un’intervista rilasciata da Navarro a CNBC, nella quale l’economista e volto noto del protezionismo trumpiano ha sminuito il ruolo di Musk nell’industria automobilistica. “Alla Casa Bianca lo capiamo bene, e lo capiscono anche gli americani: Elon è un produttore di automobili. Anzi, no. È solo un assemblatore,” ha dichiarato Navarro, riferendosi al fatto che, a suo dire, “gran parte delle batterie utilizzate nei veicoli Tesla proviene dal Giappone e dalla Cina.”

Un’affermazione che ha evidentemente toccato un nervo scoperto. Musk, noto per la sua poca pazienza nei confronti delle critiche – specialmente quando arrivano da figure istituzionali – ha replicato via social con uno dei suoi commenti al vetriolo, liquidando Navarro con un perentorio: “Un cretino.”

L’attacco di Musk non è solo una reazione personale, ma si inserisce in una cornice più ampia di tensioni tra l’imprenditoria tech e la politica conservatrice americana. Se da un lato l’ex presidente Trump e il suo entourage hanno spesso cercato di sedurre la Silicon Valley con promesse di deregolamentazione e tagli fiscali, dall’altro personaggi come Navarro continuano a mostrare scetticismo verso la dipendenza industriale dagli approvvigionamenti esteri – una linea che ora colpisce anche il campione dell’innovazione americana per eccellenza.

La questione delle batterie, in effetti, è un nodo strategico cruciale per l’industria dell’auto elettrica. Tesla ha investito miliardi per rendersi più indipendente, costruendo gigafactory negli Stati Uniti e in Europa, e sviluppando una propria tecnologia per le celle. Tuttavia, le supply chain globali restano una realtà difficile da aggirare, soprattutto quando si parla di materie prime e componenti hi-tech.

L’invettiva di Musk sembra dunque voler difendere non solo il suo onore personale, ma anche la reputazione di Tesla come pioniere della mobilità sostenibile e dell’innovazione made in USA. Una presa di posizione netta, che sottolinea come le sfide industriali si intreccino sempre più con le dinamiche politiche e le narrazioni identitarie di un Paese in continua trasformazione.

Per ora, Navarro non ha replicato all’insulto, ma è difficile pensare che il confronto si fermi qui. In fondo, quando due personaggi così divisivi si incrociano, lo spettacolo è garantito.

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