Una nuova era per i Carabinieri: via la bandoliera, simbolo glorioso ma inutile sul campo
Dopo oltre due secoli di onorata – ma ormai anacronistica – presenza nelle uniformi dei militari dell’Arma, la bandoliera va in pensione. È questa la storica decisione assunta dal Comando Generale dei Carabinieri, che ha decretato l’abolizione del caratteristico accessorio nei servizi operativi. Una scelta che segna la fine di un’epoca e l’inizio di un approccio più moderno e funzionale all’attività quotidiana delle forze dell’ordine.
L’annuncio, giunto direttamente dai vertici dell’Arma a Viale Romania, Roma, ha un valore simbolico e pratico insieme: nei servizi su strada – in auto, moto, a cavallo o appiedati – così come durante la vigilanza a obiettivi sensibili, i militari non saranno più tenuti a indossare o portare al seguito la bandoliera. Una scelta dettata da ragioni di sicurezza e funzionalità: sebbene profondamente radicata nell’immaginario collettivo e riconoscibile in tutto il mondo come tratto distintivo del carabiniere, la bandoliera è stata ritenuta un orpello superfluo, persino potenzialmente rischioso in contesti operativi complessi.
La voce del sindacato: bene il cambiamento, ma non basta
La novità è stata accolta con favore dal Movimento Sindacale Autonomo dei Carabinieri (MOSAC), che vede nella misura un primo, importante passo verso una maggiore attenzione alla sicurezza e alla praticità nell’equipaggiamento del personale.
«Accogliamo con favore questa svolta – ha dichiarato Luca Spagnolo, rappresentante legale del MOSAC – perché finalmente si prende atto che la sicurezza dei militari passa anche da un abbigliamento più adatto e funzionale alle esigenze operative. Ci auguriamo che questa apertura porti presto anche all’introduzione della maglietta tipo polo nei mesi estivi, in sostituzione della camicia azzurra, come già avviene in altre forze di polizia italiane.»
Il sindacato sottolinea infatti che l’attuale divisa estiva, con la classica camicia, non solo è poco pratica, ma rischia di compromettere il benessere fisico degli operatori in condizioni di caldo estremo, in violazione delle norme previste dal Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008).
“Non solo estetica: servono cambiamenti strutturali”
Ma l’entusiasmo del MOSAC si accompagna a una lucida consapevolezza: il cambiamento estetico o simbolico, per quanto significativo, non può sostituire riforme più profonde e incisive.
«Ben venga l’eliminazione della bandoliera – continua Spagnolo – ma sarebbe illusorio pensare che un cambiamento di immagine basti a colmare il divario tra ciò che i carabinieri vivono ogni giorno e ciò che sarebbe loro dovuto. La verità è che oggi servono interventi seri e strutturali: dalla difesa del potere d’acquisto degli stipendi al riconoscimento economico del rischio, soprattutto per chi presta servizio in condizioni difficili.»
Il messaggio è chiaro: simboli e tradizioni hanno un valore, ma la dignità del lavoro passa anche – e soprattutto – da tutele economiche adeguate, ambienti sicuri e una reale valorizzazione del personale.
In caso contrario, il rischio è che anche le riforme più appariscenti si riducano a “brioche offerte al popolo che chiede pane”, per citare con amara ironia la chiusura del comunicato MOSAC.
Una riforma dunque necessaria, quella dell’abolizione della bandoliera, ma ancora lontana dal rappresentare la piena soddisfazione di chi ogni giorno indossa la divisa non per tradizione, ma per missione.
