7 Ottobre 2026, mercoledì
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Riparbella rinasce come La Collina delle Fiabe

Riparbella rinasce come La Collina delle Fiabe: la street art colora
gli edifici storici ed entra per la prima volta nelle cantine del territorio

Sull’altura che guarda il mare della Costa degli Etruschi, immerso in vigneti che stanno facendo parlare sempre più spesso di sé in contesti di prestigio, a pochi km da Volterra e altri centri simbolo della Toscana più antica e autentica, il borgo si trasforma in chiave contemporanea e guarda a un nuovo tipo di turismo

Riparbella (Pisa), 20 novembre 2024 – Un borgo in cui passato e presente dialogano grazie a monumentali opere di street art, una rete di produttori di vino di alto livello che diventa anche network artistico, ospitando artisti contemporanei e installazioni site specific, a pochi chilometri dal mare e da centri simbolo dell’antica civiltà degli Etruschi: Riparbella, in provincia di Pisa, è il nuovo place to be per chi cerca una Toscana fuori dagli schemi eppure in grado di raccontare tutto ciò che l’ha resa celebre nel mondo. Grazie al progetto festival La Collina della Fiabe, voluto e promosso dal Comune di Riparbella e realizzato grazie a Start Attitude e al curatore Gian Guido Grassi, l’intera cittadina si è trasformata in museo a cielo aperto.

Dopo settimane di ascolto del territorio e incontri con gli artisti, il borgo mostra oggi il suo nuovo volto. Sei i murales di grandi dimensioni, dipinti da altrettante star dell’arte urbana a livello internazionale, che si vanno ad aggiungere a due opere realizzate in precedenza (“La Gioia” in Via di Piazzetta-Piazza della Madonna e “Universo Riparbella” in via della Noce).

Piazza Baldasserini vede la collaborazione di Zosen Bandido e Mina Hamada. Zosen Bandito, nato a Buenos Aires da madre spagnola e padre argentino è noto per i colori al neon e con cui rappresenta personaggi fantastici e figure geometriche di ispirazione Maya; Mina Hamada, di origini giapponesi, è nata negli Usa e cresciuta a Tokyo. In Spagna l’incontro con Zosen, con cui fonde forme astratte e organiche insieme a un’iconografia che ci riporta al linguaggio dei manga. In piazza Borgo di Sotto un edificio rinasce grazie alle creature sognanti di Zed1, al secolo Marco Burresi, conosciuto per i murales raffiguranti umani con la testa a forma di uovo e curiosi personaggi immaginari, che ricoprono i muri di tutto il mondo, da Amsterdam a New York. Qui racconterà la storia di Riparbella che fu. In piazza Matteotti, fulcro del paese, gli interventi portano la firma di Daniel Muñoz e Gio Pistone, il primo con immagini in bianco e nero di memoria “giornalistica” e la seconda con colori netti e forti. Moneyless, riconosciuto come uno dei pionieri e maestri del muralismo astrattista in Italia, trasforma piazza Marconi con una composizione visiva dai tratti musicali: il sovrapporsi delle forme riverbera il succedersi del ritmo, mentre la diversa intensità delle cromie lascia presentire la scala delle note e il timbro dei differenti strumenti musicali.

Coinvolti con un ruolo attivo nel processo di rigenerazione urbana anche i bambini della Scuola Primaria, grazie alla collaborazione con Giacomo Martellacci, artista originario di Riparbella che da anni vive in Belgio dove si è affermato nell’ambito dell’illustrazione, dell’animazione e delle scenografie dei film. La rinascita del muro di cinta della scuola, in via Antonio Gramsci, è diventata così anche un progetto didattico.

La Collina delle Fiabe non si ferma allo storico centro, ma si allarga alle cantine del territorio: cinque le realtà che hanno aderito al progetto ospitando un’opera di arte contemporanea. Quercialuce con l’allestimento di sculture in ceramica e neon a cura di Simone Guideri; Caiarossa con l’installazione di Muz (una pittura murales in rilievo) e quella di Enrico Bani su carta; La Cava con bandiera e sculture in ceramica e bronzo realizzati da Gio Pistone; Prima Pietra con la pittura su casse di legno di Zed1.

Un progetto allargato che fa di Riparbella il luogo ideale per i weekend fuori porta tra arte, eccellenze enogastronomiche e gli scenari panoramici tra terra e mare tra i più celebrati nel mondo. In altre parole, una vera Collina delle Fiabe.


BIO

L’associazione stART Attitude è nata nel giugno 2017 e coinvolge un team di giovani creativi under 35 con competenze complementari (fotografo, videomaker, ufficio stampa e social media marketing, assistenti); ha all’attivo importanti rassegne internazionali, festival, mostre e pubblicazioni. Il curatore è Gian Guido Maria Grassi, nato a Lucca nel 1988.

Gian Guido Grassi (1988) è un curatore di arte contemporanea. Eredita questa passione in famiglia e nel 2017 fonda l’associazione Start Attitude con cui realizza progetti artistici, specializzandosi in street art e rigenerazione urbana. Dirige festival, cura e organizza mostre in spazi istituzionali e privati, scrive articoli, pubblica volumi e collabora con e artisti italiani e stranieri come il russo Alexey Morosov e l’uruguaiano Pablo Atchugarry. Tra le mostre più importanti ATTITUDE /Graffiti Writing, Street art, Neo muralismo” presso Palazzo Blu di Pisa, PABLO ATCHUGARRY/ Il risveglio della natura esposizione diffusa nel centro storico di Lucca.

Zosen Bandido, nato nel 1978 a Buenos Aires da madre spagnola e padre argentino, è un artista che, attraverso colori al neon, rappresenta personaggi fantastici e figure geometriche che ci rimandano alla tradizione maya, di cui Zosen ha percepito gli influssi, e arrivano a creare una propria mitologia.

Mina Hamada è una pittrice giapponese, nata negli Stati Uniti e cresciuta a Tokio, vive attualmente in Spagna dove ha incontrato Zosen. I suoi lavori sono caratterizzati dall’utilizzo di forme astratte e organiche, con colori caldi e accesi, su uno sfondo monocromatico; elementi grafici piatti e morbidi che interagiscono tra loro in maniera armoniosa, un’iconografia che ci riporta alle narrazioni dei manga giapponesi sublimata da una freschezza e una spensieratezza quasi adolescenziali.

Moneyless (Teo Pirisi), è nato a Milano nel 1980 ed è cresciuto a Lucca, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara in Multimedia e ha successivamente conseguito la specializzazione in Comunicazione e Design all’ISIA di Firenze. Affonda le sue radici nella scena dei graffiti anni ‘90 ma abbandona presto il writing spogliando le lettere dalla presenza alfabetica per concentrarsi sulla purezza della forma e sullo studio della geometria come elemento essenziale di origine, comprensione e costituzione materiale della natura stessa. Il forte richiamo alla libertà personale e all’astrazione lo hanno portato a una costante e coerente sperimentazione arrivando a rompere i solidi platonici e le forme circolari per disperderle nello spazio come “linee”, “rotazioni”, “movimenti”, “frammentazioni” o “fuochi d’artificio”: è riuscito così a creare uno stile unico e ben riconoscibile che lo ha portato a essere identificato fra i pionieri e maestri del muralismo astrattista in Italia.

Daniel Muñoz “SAN”(Morale, Cáceres 1980) inizia il suo percorso nei primi anni novanta dipingendo sui muri della sua città natale. Dopo diversi anni di attività da autodidatta incentrata esclusivamente sulla pittura murale, nel 1997 decide di intraprendere la laurea artistica nella città di Cáceres per poi nel 2000 trasferirsi a Madrid per iniziare gli studi presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università Complutense. Durante i primi anni nella capitale spagnola fa le sue prime mostre alternandole a interventi murali in molte città, sia in Spagna che in Europa. Fin dall’inizio il suo stile è stato di impronta marcatamente figurativa, utilizzando esclusivamente lo spazio pubblico come un mezzo per veicolare il proprio lavoro, rendendo riconoscibili i suoi messaggi a quante più persone possibile, senza nessuna discriminazione socio-culturale.

Gio Pistone è nata a Roma. Molto presto ha scelto il disegno come secondo linguaggio lanciandosi nella pittura murale della propria camera e manifestando subito una vena megalomane. I soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzate da colori molto netti e forti, nascono a seguito di terribili incubi notturni. Disegnare quelle visioni il mattino seguente per cercare di affrontare la paura fu un’idea della madre allora studentessa di psicologia. Ed è dai sogni che spesso ancora attinge. Ha lavorato nella scenografia in teatro dove ha imparato a strutturare i propri sogni e ad approfondire l’amore per il grande. Ha fondato e viaggiato con “La sindrome del topo” un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si è occupata di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha collaborato con le principali testate giornalistiche ed ha partecipato a mostre e festival di muralismo in Europa e nel Mondo.

Zed1 (Marco Burresi) è nato a Firenze nel 1977 e ha iniziato a fare interventi murali circa vent’anni fa. Artista polivalente, riesce a passare con disinvoltura dalla parete alla tela, dalla grafica pubblicitaria a quella per importanti brand dell’abbigliamento. Con uso sapiente della tecnica a spray, data l’assodata esperienza, riesce ad ottenere armoniose nuance quasi fossero acquerelli; la sua tecnica può essere repentina, schizzata, non finita, come pure precisamente attenta ai dettagli: i suoi personaggi si trovano ad avere ciocche di capelli perfettamente definite e texure decorative nei loro abiti. Egli è maggiormente conosciuto per i suoi murales raffiguranti umani con la testa a forma di uovo e curiose creature come burattini, elfi, clown e personaggi immaginari, che ricoprono i muri di tutto il mondo, da Amsterdam a New York.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

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