Il dispositivo militare americano in Europa potrebbe ridimensionarsi in maniera significativa. Il Pentagono sta infatti valutando un piano che prevede il ritiro dal continente di migliaia di soldati, oltre a una parte di aerei, navi e sistemi d’arma attualmente schierati nelle basi americane. Secondo quanto riferito da Nbc News, citando fonti informate sulla discussione, l’ipotesi allo studio riguarderebbe inizialmente circa 25 mila militari, vale a dire quasi un terzo dell’intero contingente statunitense in Europa.
Ma sul tavolo ci sarebbe anche uno scenario più drastico. Alcune fonti hanno riferito alla stessa emittente che la riduzione potrebbe arrivare fino alla metà delle forze americane presenti sul continente, per un totale che potrebbe raggiungere le 40 mila unità.
Se attuato nelle dimensioni ipotizzate, il ridimensionamento rappresenterebbe una delle più importanti modifiche alla presenza militare statunitense in Europa dalla fine della Guerra Fredda. Non si tratterebbe soltanto di una questione numerica: la revisione potrebbe interessare infatti l’intero dispositivo americano, dagli uomini alle capacità operative, con possibili conseguenze sulla distribuzione delle forze e sulla struttura della presenza militare di Washington nel continente.
Germania, Italia e Spagna nel mirino della revisione
Tra i Paesi che potrebbero essere maggiormente interessati dalla riduzione figurano Germania, Italia e Spagna. Tre funzionari americani citati da Nbc hanno indicato proprio questi Stati come i principali destinatari di un eventuale ridimensionamento, dal momento che ospitano una quota rilevante delle forze statunitensi dislocate in Europa.
La Germania rappresenta da decenni il principale hub militare americano sul continente, mentre Italia e Spagna svolgono un ruolo strategico nel Mediterraneo e nel sistema di basi e infrastrutture che consente agli Stati Uniti di proiettare le proprie forze verso l’Europa meridionale, il Nord Africa e il Medio Oriente.
La portata effettiva dei possibili tagli, tuttavia, non è ancora definita. Il Pentagono ha annunciato a giugno una revisione semestrale della presenza militare americana in Europa, un processo che dovrebbe stabilire se e in quale misura modificare l’attuale assetto delle forze.
La valutazione arriverà a novembre
Il prossimo passaggio dovrebbe essere la presentazione a Pete Hegseth dell’analisi elaborata dal comandante supremo alleato in Europa, Alexus Grynkewich. La raccomandazione finale è attesa il 6 novembre. Sarà quindi sottoposta al presidente Donald Trump, cui spetterà la decisione politica sull’eventuale riorganizzazione del dispositivo americano.
Eventuali ritiri non scatterebbero dunque nell’immediato. Prima dovranno essere completate la valutazione militare e la successiva fase decisionale a Washington.
La discussione assume però un peso particolare perché riguarda il ruolo che gli Stati Uniti intendono continuare a svolgere sul continente europeo. Da decenni la presenza americana costituisce uno degli elementi centrali dell’architettura di sicurezza dell’Europa e della deterrenza della Nato. Una riduzione nell’ordine delle decine di migliaia di militari, accompagnata dal trasferimento o dal ritiro di mezzi e sistemi d’arma, inciderebbe inevitabilmente sulla configurazione di questo dispositivo.
Per ora, dunque, nessuna decisione definitiva è stata presa. Sul tavolo del Pentagono restano più scenari, da una riduzione di circa 25 mila uomini fino a un possibile dimezzamento del contingente. Saranno la valutazione militare e, successivamente, la scelta dell’amministrazione Trump a stabilire quale di queste ipotesi potrà trasformarsi in una decisione concreta.
