Il mercato dei carburanti negli Stati Uniti continua a correre e il diesel entra in territorio record. Secondo i dati giornalieri dell’American Automobile Association, il prezzo medio nazionale della benzina ha raggiunto 4,4386 dollari al gallone, in aumento di oltre il 40% rispetto ai circa 3,12 dollari registrati il primo giorno del secondo mandato di Donald Trump.
La pressione è ancora più evidente sul diesel, che ha toccato quota 6,3956 dollari al gallone, sfiorando la soglia dei 6,40 dollari. Rispetto ai 3,72 dollari di inizio presidenza, l’incremento supera il 71%. Un balzo che pesa non soltanto sugli automobilisti, ma soprattutto sulla logistica, sull’agricoltura e su tutte le attività che dipendono dal trasporto su gomma.
A rendere più delicato il quadro sono inoltre le segnalazioni di carenze di diesel in alcuni Stati. Le difficoltà riguardano in particolare Texas, Florida e California, dove in alcune aree i prezzi sono arrivati fino a 8,21 dollari al gallone. Il fenomeno aggiunge un elemento di tensione a un mercato già caratterizzato da forti aumenti e rende più costosa la distribuzione delle merci.
Washington interviene sulla logistica
Di fronte al rischio che le difficoltà nella catena di approvvigionamento possano aggravare ulteriormente la situazione, l’amministrazione Trump ha deciso di intervenire anche sul fronte del trasporto dei carburanti.
Il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha annunciato un allentamento temporaneo delle norme sulle ore di servizio dei camionisti impegnati nel trasporto di benzina e diesel. La deroga avrà una durata di 90 giorni e permetterà ai conducenti di lavorare fino a 16 ore nell’arco di 24, due in più rispetto al limite ordinario di 14 ore.
La maggiore flessibilità non elimina tuttavia gli obblighi relativi ai periodi di riposo. I conducenti che necessitano di fermarsi dovranno comunque osservare 10 ore consecutive di pausa prima di tornare alla guida.
L’obiettivo dichiarato dalla Casa Bianca è intervenire su uno dei punti più sensibili della filiera: la distribuzione. Una temporanea interruzione o un rallentamento delle forniture può infatti tradursi in ritardi nelle consegne, alimentando a cascata i costi del trasporto e, di conseguenza, quelli sostenuti da imprese, agricoltori e consumatori.
La misura punta dunque a evitare che la scarsità di carburante in alcune aree si trasformi in un problema più ampio di approvvigionamento. Ma il dato che emerge dai prezzi resta significativo: mentre Washington cerca di rendere più fluida la circolazione di benzina e diesel, il costo alla pompa continua a salire e il diesel registra il livello più alto mai rilevato.
Per l’economia statunitense il tema non riguarda quindi soltanto il pieno dell’automobile. Il diesel è un ingranaggio essenziale del sistema logistico americano e ogni aumento prolungato del suo prezzo può propagarsi attraverso il costo del trasporto, delle merci e delle attività produttive.
