5 Settembre 2026, sabato
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Tragedia ad Apice, uccide i due fratelli e poi si toglie la vita: tre morti nel ristorante di famiglia

Gianni, Franco e Donato Licciardi, 56, 61 e 65 anni, sono stati trovati senza vita nella struttura che gestivano insieme. La pista al momento è quella di una lite degenerata, ma la dinamica e il movente sono ancora da chiarire

Una tragedia consumata in pochi istanti ha sconvolto Apice, nel Beneventano. Tre fratelli, Gianni, Franco e Donato Licciardi, sono morti in un drammatico episodio di omicidio-suicidio avvenuto nella tarda mattinata di martedì 1° settembre, all’interno e nelle immediate pertinenze della struttura ricettiva e del ristorante di famiglia, l’Hotel Licciardi.

Secondo quanto emerso nelle prime ore dell’indagine, uno dei tre uomini avrebbe esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro gli altri due fratelli, per poi rivolgere l’arma contro di sé. Una ricostruzione ancora preliminare, sulla quale sono al lavoro i carabinieri, chiamati a chiarire ogni passaggio della vicenda e, soprattutto, quale sia stata l’esatta sequenza dei fatti.

I corpi dei tre fratelli sono stati rinvenuti nella struttura: due all’esterno e uno all’interno dell’edificio. La tragedia si sarebbe consumata poco prima dell’apertura del ristorante per il servizio del pranzo, quando la giornata di lavoro stava per iniziare come tante altre.

A dare l’allarme e a intervenire sul posto sono stati i soccorsi del 118 e i carabinieri. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza per consentire agli investigatori di effettuare gli accertamenti necessari e raccogliere gli elementi utili a ricostruire la dinamica.

Le vittime avevano 56, 61 e 65 anni ed erano impegnate nella gestione dell’attività di famiglia. Un luogo conosciuto dalla comunità locale che, nel giro di pochi minuti, si è trasformato nello scenario di una tragedia ancora avvolta da numerosi interrogativi.

La lite e il movente ancora da accertare

Tra le ipotesi investigative c’è quella di una lite scoppiata tra i tre fratelli e successivamente degenerata, ma al momento non sono stati chiariti né l’origine del contrasto né i motivi che avrebbero potuto trasformare una discussione in una violenza così estrema.

I carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Benevento, stanno raccogliendo testimonianze ed elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto. Sul posto è intervenuto anche il pubblico ministero Carmine Pignatiello.

Resta inoltre da definire con certezza quale dei tre fratelli abbia impugnato l’arma e fatto fuoco contro gli altri due prima di togliersi la vita. Saranno gli accertamenti investigativi e medico-legali a fornire ulteriori elementi sulla dinamica.

Lo shock di Apice

La notizia ha rapidamente attraversato il paese, lasciando una comunità sotto choc. A farsi interprete del dolore collettivo è stato il sindaco di Apice, Angelo Pepe, che ha espresso il cordoglio dell’amministrazione e dell’intera cittadinanza.

«La nostra comunità è sotto shock – ha dichiarato il primo cittadino –. Una immane tragedia che ha sconvolto e spezzato il cuore della nostra comunità».

Il sindaco ha quindi rivolto un pensiero alle famiglie dei tre uomini, colpite da una perdita tanto drammatica quanto inattesa: «In questo momento di sconforto e profondo smarrimento, desidero esprimere, a nome mio personale, dell’amministrazione comunale e della cittadinanza intera, il più sincero e accorato cordoglio alle famiglie colpite da una tragedia inaccettabile».

Un dolore davanti al quale, ha sottolineato ancora Pepe, «ogni parola appare debole e insufficiente». Da qui l’appello a stringersi attorno ai familiari: «Non resta che unirci nel dolore, nel rispetto e in un silenzio carico di partecipazione, garantendo alle famiglie che non saranno lasciate sole».

Ora sarà il lavoro degli investigatori a fare luce sugli ultimi momenti di vita dei tre fratelli e sulle ragioni che potrebbero aver innescato la tragedia. In una comunità profondamente scossa, resta intanto il dolore per tre vite spezzate e per una famiglia travolta, nel cuore di una normale giornata di lavoro, da un dramma senza ritorno.

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