A un mese dal devastante terremoto che il 31 luglio ha colpito i Campi Flegrei, l’emergenza a Pozzuoli è tutt’altro che archiviata. Dietro i numeri dell’ultimo aggiornamento diffuso in prefettura a Napoli c’è una città che continua a fare i conti con abitazioni inagibili, famiglie lontane da casa e controlli ancora in corso sugli edifici colpiti dalla scossa.
Sono 4.060 le persone sfollate, appartenenti a 1.744 nuclei familiari, costrette a lasciare le proprie abitazioni per il timore di nuovi crolli o perché gli immobili sono stati dichiarati temporaneamente inaccessibili. Un dato che fotografa con immediatezza la dimensione di un’emergenza che, a distanza di settimane, continua a incidere pesantemente sulla quotidianità di migliaia di residenti.
Un primo, seppur parziale, segnale di ritorno alla normalità arriva dalla revoca di alcune ordinanze di sgombero: 157 persone hanno già potuto rientrare nelle proprie abitazioni, dopo che le verifiche hanno consentito di ripristinare le condizioni necessarie per il ritorno.
L’assistenza alle famiglie
Tra gli sfollati, 3.314 persone hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), la misura destinata a sostenere economicamente chi non può rientrare nella propria casa e deve provvedere autonomamente alla sistemazione alternativa.
Per altri cittadini la soluzione, almeno per il momento, è diversa: 121 persone sono ospitate in albergo, mentre 50 trovano alloggio al Palatrincone, il palazzetto dello sport di Pozzuoli. Restano poi 575 le persone che non hanno richiesto alcuna forma di assistenza.
Sul fronte del sostegno economico, il Comune di Pozzuoli sta procedendo con l’erogazione del Cas. Delle 1.347 richieste presentate, 1.011 sono già state stanziate, segnando un ulteriore passo nella gestione amministrativa dell’emergenza.
La mappa dei danni
Parallelamente all’assistenza alla popolazione, continua il lavoro di ricognizione e messa in sicurezza degli edifici danneggiati. I vigili del fuoco sono impegnati con 15 squadre nelle attività di controllo e intervento.
Finora sono state eseguite 830 verifiche statiche, indispensabili per stabilire l’agibilità degli immobili e consentire, laddove possibile, il ritorno dei residenti. A queste si aggiungono 288 interventi per il recupero delle masserizie, operazioni fondamentali per permettere alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni di recuperare beni personali e oggetti di prima necessità.
A un mese dal sisma, dunque, Pozzuoli si trova ancora in una fase delicata: l’emergenza più immediata è stata in parte governata, ma la strada verso il pieno ritorno alla normalità resta lunga. Dietro ogni ordinanza revocata, ogni verifica completata e ogni contributo stanziato rimane la necessità di restituire a migliaia di persone non soltanto una casa, ma soprattutto la certezza di poter tornare a viverla in sicurezza.
