15 Agosto 2026, sabato
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Morte del bodyguard dopo il pestaggio: due fermi. Sospesa per 15 giorni la licenza della discoteca

Antonio Perrotta, 34 anni, è deceduto dopo l’aggressione avvenuta all’esterno di un locale di Sangineto. Fratelli originari di Belvedere Marittimo, individuati anche grazie alle immagini delle telecamere: la Procura di Paola ipotizza l’omicidio aggravato dai futili motivi

Due fermi e una discoteca con la licenza sospesa per quindici giorni. È il primo, pesante bilancio dell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta, 34enne di Fuscaldo, deceduto dopo essere stato aggredito e picchiato all’esterno di una discoteca di Sangineto, dove lavorava come addetto alla sicurezza.

Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Paola ha disposto il fermo di due persone ritenute coinvolte nella vicenda. Si tratta di due fratelli originari di Belvedere Marittimo, individuati dagli investigatori anche attraverso l’esame delle immagini degli impianti di videosorveglianza. I due, pur vivendo e lavorando all’estero, tornerebbero periodicamente nel paese d’origine e sono stati rintracciati proprio a Belvedere Marittimo.

Nelle prossime ore saranno ascoltati dal procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi, nell’ambito degli accertamenti destinati a definire con maggiore precisione il loro ruolo nella drammatica sequenza culminata con la morte del giovane.

L’indagine è stata aperta per omicidio, con l’ipotesi, secondo quanto emerso finora, dell’aggravante dei futili motivi.

La lite, poi l’aggressione all’esterno

La ricostruzione investigativa prende le mosse da una discussione nata all’interno della discoteca. Un episodio che, stando agli elementi raccolti dagli inquirenti, sarebbe scaturito da motivi di scarsa rilevanza e che successivamente sarebbe degenerato una volta all’esterno del locale.

È lì che si sarebbe consumato il pestaggio ai danni di Perrotta.

A ricostruire ogni passaggio della serata sono gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, del Commissariato di Diamante e i carabinieri delle Compagnie di Paola e Scalea. Un lavoro che ha messo insieme immagini di videosorveglianza e testimonianze raccolte nelle ore successive ai fatti.

Proprio le dichiarazioni di numerose persone ascoltate dagli investigatori, insieme agli elementi acquisiti attraverso le telecamere, avrebbero contribuito a delineare il quadro investigativo che ha portato la Procura di Paola a emettere i due provvedimenti di fermo.

Restano ora da chiarire tutti gli aspetti della dinamica, compreso il momento esatto in cui la discussione si sarebbe trasformata in violenza e il ruolo avuto da ciascuna delle persone coinvolte.

Il questore sospende la licenza del locale

Parallelamente all’inchiesta penale è arrivato anche il provvedimento dell’autorità di pubblica sicurezza. Il questore ha infatti disposto la sospensione per 15 giorni della licenza della discoteca di Sangineto nella quale Perrotta lavorava come addetto alla sicurezza.

La decisione, spiegano dagli uffici della Questura, è stata adottata sulla base degli atti predisposti e acquisiti dal Commissariato di Diamante, dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e dal Comando Compagnia dei carabinieri di Paola.

Nel provvedimento viene evidenziato come, durante la serata danzante tra l’8 e il 9 agosto, all’interno del locale o nelle immediate vicinanze dell’uscita si siano verificati violenti scontri tra alcuni avventori e personale della sicurezza, dai quali sarebbe poi derivata la morte del giovane coinvolto nella vicenda.

La sospensione della licenza assume dunque anche un valore di prevenzione e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, mentre sul piano giudiziario saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire responsabilità e dinamica dell’aggressione.

L’inchiesta, intanto, prosegue. Gli investigatori stanno ricostruendo minuto per minuto quella notte, cercando di dare un volto preciso alla violenza che ha trasformato una serata in discoteca in una tragedia e che è costata la vita, a soli 34 anni, ad Antonio Perrotta.

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