26 Luglio 2026, domenica
HomeMondoCronaca nel MondoGolfo di Oman, tensione alle stelle: gli Stati Uniti colpiscono una petroliera...

Golfo di Oman, tensione alle stelle: gli Stati Uniti colpiscono una petroliera che sfida il blocco iraniano

Washington alza il livello dello scontro: seconda nave neutralizzata. Trump “in modalità vendetta”, Israele teme un’escalation, Teheran minaccia ritorsioni dirette.

Nel Golfo di Oman la crisi tra Stati Uniti e Iran compie un nuovo, pericoloso salto di qualità. Le forze armate statunitensi hanno aperto il fuoco contro una nave mercantile accusata di aver tentato ripetutamente di violare il blocco imposto ai porti iraniani, rendendola di fatto inutilizzabile.

A essere colpita è stata la petroliera M/T Lavine, fermata dopo almeno quattro tentativi di forzare la linea di interdizione navale. Secondo quanto riferito dal capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale Usa (Centcom), l’equipaggio era stato più volte avvertito. “Gli ordini non sono stati rispettati”, ha dichiarato, spiegando che l’azione militare si è concentrata sulla sala macchine della nave per impedirne la navigazione senza provocare un affondamento immediato.

Si tratta del secondo intervento di questo tipo da quando Washington ha ristabilito il blocco, una misura che segna il ritorno a una strategia di pressione diretta sui traffici marittimi legati a Teheran. Una scelta che, sul piano operativo, mira a colpire la logistica economica iraniana, ma che sul piano geopolitico rischia di alimentare una spirale difficilmente controllabile.

Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, il presidente Donald Trump avrebbe ormai esaurito i margini di tolleranza nei confronti dell’Iran, adottando un approccio descritto come “modalità vendetta”. Un cambio di tono che riflette la crescente frustrazione di Washington di fronte alle mosse di Teheran e alle continue sfide sul piano regionale.

A rafforzare il clima di allarme contribuisce anche la posizione di Israele, che mette in guardia da una possibile “escalation imprevista”. Un monito che sottolinea come ogni incidente nel Golfo possa rapidamente trasformarsi in un confronto più ampio, coinvolgendo attori regionali e internazionali.

Dal lato iraniano, la risposta non si è fatta attendere. Teheran ha lanciato una minaccia diretta alle forze statunitensi, promettendo di uccidere un soldato americano per ogni cittadino iraniano colpito nei raid. Una dichiarazione che segna un ulteriore irrigidimento del confronto e alza il rischio di ritorsioni simmetriche.

Intanto, sullo sfondo, si muovono anche le valutazioni dell’intelligence statunitense. Secondo fonti interne, l’attuale Guida suprema, Mojtaba Khamenei, sarebbe più determinata del padre Ali nel perseguire lo sviluppo dell’arma nucleare. Un elemento che, se confermato, contribuirebbe a spiegare la crescente durezza della postura americana.

Nel complesso, l’episodio della M/T Lavine non appare come un incidente isolato, ma come il segnale di una fase nuova, più aggressiva e instabile, del confronto tra Washington e Teheran. Una fase in cui ogni mossa tattica rischia di avere conseguenze strategiche ben oltre le acque del Golfo di Oman.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti