26 Luglio 2026, domenica
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Caporalato nell’Agro Aversano: arrestati due imprenditori

Braccianti sfruttati fino a 14 ore al giorno per 3 euro l’ora: l’operazione dei Carabinieri riaccende i riflettori su una piaga strutturale del lavoro agricolo

Un sistema organizzato di sfruttamento, fatto di reclutamenti su strada, turni massacranti e condizioni di lavoro al limite della sopravvivenza. È quanto emerso dall’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, con il supporto del Comando Provinciale di Napoli, che ha portato all’arresto in flagranza di due imprenditori dell’Agro Aversano.

I due, attivi nel commercio all’ingrosso di prodotti agricoli, nell’allevamento e nella produzione di ortaggi, sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato. Un quadro accusatorio che prende forma durante un accesso ispettivo, rivelando una realtà fatta di gravi violazioni dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Le vittime, per lo più cittadini indiani privi di regolare permesso di soggiorno, venivano reclutate direttamente in strada e trasportate nei campi a bordo di furgoni riconducibili agli indagati. Una volta giunti sul posto, iniziava una giornata lavorativa estenuante: dalle 10 alle 14 ore consecutive, senza riposo settimanale e senza possibilità di assentarsi neppure per malattia.

La retribuzione, pari a circa 3 euro l’ora, rappresenta solo uno degli elementi di sfruttamento. I braccianti disponevano di pause minime, non potevano utilizzare il telefono e lavoravano anche in condizioni climatiche proibitive, sotto la pioggia o nel pieno della canicola estiva, in aperta violazione delle normative sulla sicurezza.

Particolarmente allarmante è l’esposizione ai pesticidi: i lavoratori erano costretti a restare nei campi durante le operazioni di irrorazione, senza alcun dispositivo di protezione individuale, con evidenti rischi per la salute.

A seguito della convalida dell’arresto, il Tribunale di Napoli Nord ha disposto per entrambi gli indagati la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’ambito di una più ampia campagna straordinaria di controlli promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e condotta dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta. Alle attività investigative hanno contribuito anche l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nell’ambito del progetto A.L.T. Caporalato T.R.E., finanziato dal Fondo FAMI 2021-2027, finalizzato alla tutela dei lavoratori migranti in condizioni di vulnerabilità.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari, ma l’operazione rappresenta un ulteriore segnale dell’impegno istituzionale nel contrasto al caporalato, fenomeno ancora radicato in ampie aree del settore agricolo italiano.

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