26 Luglio 2026, domenica
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Criminalità giovanile, stretta nazionale in 44 province: 539 arresti

Maxi operazione della Polizia di Stato: controllate quasi 190mila persone tra movida e piazze di spaccio. Sequestri per oltre 700 chili di droga, armi e centinaia di migliaia di euro in contanti

Una vasta operazione coordinata su scala nazionale ha colpito la criminalità giovanile in 44 province italiane, delineando un quadro articolato e preoccupante dei fenomeni legati allo spaccio, alla violenza urbana e al disagio sociale. L’azione, diretta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, si è tradotta in numeri significativi: 539 arresti, di cui 47 minorenni, e 954 persone denunciate.

L’intervento ha avuto come fulcro le aree più sensibili delle città — dalle piazze dello spaccio ai luoghi della movida — dove sono state controllate quasi 190mila persone, tra cui oltre 19mila minori. Un monitoraggio capillare che ha coinvolto le Squadre Mobili, supportate dai Reparti Prevenzione Crimine e da altri uffici territoriali, con l’obiettivo di presidiare i contesti più esposti a fenomeni di illegalità diffusa.

Parallelamente, sono stati ispezionati 1.182 immobili, inclusi 24 centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 117 sale giochi e 543 esercizi commerciali. Le verifiche hanno portato anche all’emissione di 506 sanzioni amministrative, in larga parte legate all’uso di sostanze stupefacenti e alla somministrazione di alcolici a minori.

Sul fronte dei sequestri, i dati restituiscono l’ampiezza dell’operazione: oltre 703 chilogrammi di droga sottratti al mercato illegale, circa 300mila euro in contanti recuperati — spesso provento di attività illecite — e 49 armi da fuoco con relativo munizionamento. A questi si aggiungono 87 armi bianche e 95 oggetti atti a offendere, tra cui storditori elettrici, mazze, sfollagenti telescopici, spray urticanti e strumenti da scasso.

Non meno rilevante l’attività sul fronte digitale: sono stati individuati 973 profili social che diffondevano contenuti inneggianti all’odio e alla violenza, segnale di una radicalizzazione che si estende anche agli ambienti virtuali.

L’operazione conferma la crescente attenzione delle forze dell’ordine verso le dinamiche della criminalità giovanile, sempre più fluide e interconnesse tra territorio e rete. Un fenomeno che richiede non solo repressione, ma anche interventi strutturali di prevenzione e inclusione sociale.

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