Avvio di settimana all’insegna della cautela per i principali listini europei, appesantiti dall’inasprirsi delle tensioni in Medio Oriente e da un contesto macroeconomico che invita alla prudenza. Gli investitori restano concentrati sugli sviluppi geopolitici dopo i nuovi attacchi notturni condotti dagli Stati Uniti contro obiettivi iraniani.
A Milano il Ftse Mib cede lo 0,30%, in linea con le altre piazze del Vecchio Continente: Francoforte arretra dello 0,26%, Madrid dello 0,33%, Parigi dello 0,22%, mentre Londra segna la flessione più marcata (-0,56%). Tokyo oggi è rimasta chiusa per festività, sottraendo un importante riferimento ai mercati globali.
Medio Oriente, tensione crescente e petrolio in rialzo
Il quadro internazionale resta dominato dall’escalation tra Washington e Teheran. Il presidente statunitense Donald Trump ha disposto nuovi raid, definiti “in onore dei soldati caduti”, mentre le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno riferito di attacchi contro due petroliere in transito nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici globali.
L’effetto sui mercati delle materie prime è immediato: il Brent supera i 90 dollari al barile (+2,84%), mentre il Wti si attesta a 84,05 dollari (+1,89%). In deciso rialzo anche il gas naturale sulla piattaforma di Amsterdam, che avanza del 4,9%, segnalando una crescente preoccupazione per l’offerta energetica.
Banche centrali e trimestrali sotto i riflettori
Sul fronte monetario, l’attenzione si sposta ora sulla riunione della Banca centrale europea in calendario giovedì. Dopo il rialzo di giugno, il mercato sconta una pausa nel ciclo restrittivo, con tassi attesi invariati.
Parallelamente prosegue la stagione delle trimestrali, che offrirà indicazioni cruciali sulla tenuta degli utili in un contesto di rallentamento economico. Negli Stati Uniti sono attesi i conti di Tesla, IBM, Alphabet e Intel, mentre in Europa il focus è sul comparto bancario con i risultati di Banco Santander, BNP Paribas e UniCredit.
Piazza Affari tra Opas su Tim e sprint di Prysmian
A Piazza Affari l’attenzione si concentra su Tim (-1,1%), all’indomani dell’avvio dell’Opas promossa da Poste Italiane. Il consiglio di amministrazione della società di telecomunicazioni ha dato il via libera all’operazione, giudicando congruo il corrispettivo offerto.
Segno opposto per Prysmian (+2%), che beneficia dell’annuncio di un contratto decennale dal valore di 5,5 miliardi, rafforzando le prospettive di crescita del gruppo.
Nel comparto bancario resta sotto osservazione Mps, dopo il rifiuto dell’offerta di Intesa Sanpaolo e l’apertura a un possibile dialogo con Banco Bpm. Bene i titoli legati all’energia, con Tenaris in progresso del 2%, sostenuta dal rally del greggio.
Sul mercato valutario, l’euro si mantiene stabile a quota 1,1437 dollari. Lo spread tra Btp e Bund risale a 83,5 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano supera il 3,98%, in aumento di quattro punti base, riflettendo un clima di maggiore avversione al rischio.
