La politica americana perde uno dei suoi protagonisti più longevi e influenti. Il senatore repubblicano Lindsey Graham è morto nella notte all’età di 71 anni, a seguito di una “breve e improvvisa malattia”, come comunicato ufficialmente dal suo staff. Con lui scompare una figura capace di attraversare tre decenni di vita pubblica mantenendo un ruolo di primo piano nel dibattito politico di Washington.
Eletto per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nel 1994 e successivamente al Senato nel 2002, Graham era ancora in corsa per un nuovo mandato nelle elezioni di quest’anno. Nel corso della sua carriera si era affermato come uno dei principali punti di riferimento del Partito repubblicano al Congresso, distinguendosi in particolare sui dossier di politica estera e difesa.
Negli ultimi anni il suo nome si era legato a doppio filo a quello del presidente Donald Trump. Dopo un iniziale rapporto conflittuale durante le primarie repubblicane del 2016, i due avevano costruito un’alleanza solida, trasformando Graham in uno dei più fedeli sostenitori del tycoon al Senato. Un legame politico e personale che Trump aveva ribadito pubblicamente anche di recente, definendolo “straordinario” e ricordando il suo sostegno costante nei momenti più complessi.
Nonostante la vicinanza al presidente, Graham aveva mantenuto in alcune occasioni una certa autonomia, soprattutto in materia di politica internazionale, dove non erano mancati distinguo e posizioni più tradizionalmente interventiste rispetto alla linea trumpiana.
La sua scomparsa arriva in un momento particolarmente delicato per gli equilibri al Senato. Con una maggioranza già fragile, i repubblicani potrebbero trovarsi ora ad affrontare un ulteriore elemento di instabilità, aggravato anche dalle incertezze legate alle condizioni di salute di Mitch McConnell.
Il cordoglio è arrivato immediatamente anche da Donald Trump, che sulla sua piattaforma Truth ha scritto: “Una delle persone e dei senatori più straordinari che abbia mai conosciuto. Lavorava senza sosta ed era un vero patriota americano. Ci mancherà moltissimo”. Parole che testimoniano il peso politico e umano di Graham all’interno del fronte conservatore.
La notizia della morte giunge a pochi giorni da una sua visita ufficiale a Kiev, dove aveva incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando il suo attivismo sullo scenario internazionale. Già nel maggio 2023 il suo sostegno all’Ucraina gli era valso un mandato di arresto da parte della Russia, ulteriore prova della sua esposizione su uno dei fronti più caldi della geopolitica contemporanea.
Con Lindsey Graham se ne va una voce autorevole del conservatorismo americano, capace di influenzare strategie, alleanze e decisioni in uno dei periodi più complessi della storia recente degli Stati Uniti.
