14 Luglio 2026, martedì
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Odio online contro Liliana Segre, arriva la prima condanna: quattro mesi e risarcimento

Dal Tribunale di Milano una sentenza simbolica nella maxi inchiesta sugli insulti social alla senatrice a vita. Otto gli imputati, tra scuse, risarcimenti e percorsi alternativi al processo.

Si chiude con la prima condanna uno dei filoni della maxi inchiesta sugli attacchi d’odio rivolti via social a Liliana Segre. Il Tribunale di Milano ha inflitto quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, a uno degli imputati, condannandolo anche al risarcimento di 1.500 euro. L’uomo è l’unico tra gli accusati ad aver scelto il rito abbreviato.

Per un secondo imputato, invece, è stata disposta la messa alla prova: svolgerà lavori di pubblica utilità e verserà un contributo economico alla Fondazione Memoriale della Shoah, individuata come destinataria dei risarcimenti.

La vicenda si inserisce in una più ampia indagine avviata dalla Procura di Milano dopo le denunce presentate dalla senatrice a vita, da mesi bersaglio di insulti e contenuti offensivi diffusi online. Un fenomeno persistente e sistematico che ha portato gli inquirenti a contestare il reato di diffamazione aggravata dall’odio razziale nei confronti di otto persone complessivamente imputate.

Nel corso delle udienze precedenti, alcuni degli accusati avevano già intrapreso un percorso di responsabilizzazione: lettere di scuse e risarcimenti, compresi tra i 500 e i 2.000 euro, versati al Memoriale della Shoah. Tali gesti hanno portato alla remissione delle querele e, di conseguenza, alla chiusura delle relative posizioni con una dichiarazione di non doversi procedere.

La sentenza rappresenta un primo segnale concreto nella lotta contro l’odio digitale, ribadendo il principio che anche nel mondo virtuale le parole hanno peso e conseguenze giuridiche.

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