2 Luglio 2026, giovedì
HomeItaliaCronacaCaccia all’uomo dopo la strage di Casalotti: oltre cento segnalazioni per il...

Caccia all’uomo dopo la strage di Casalotti: oltre cento segnalazioni per il sospettato

Appello della Questura: “Chiunque abbia informazioni si faccia avanti”. Fiaccolata commossa nel quartiere per ricordare la famiglia uccisa

Oltre cento segnalazioni in pochi giorni, una mobilitazione investigativa senza sosta e un quartiere ancora sotto shock. Prosegue serrata la caccia a Shahadat Hossain, 43enne originario del Bangladesh, ritenuto il principale sospettato del triplice omicidio avvenuto nella tarda serata di venerdì 26 giugno in un’abitazione di Casalotti, periferia ovest della Capitale.

A perdere la vita sono stati Kamal e Hosne Jahan, coppia di origine bengalese, e la loro figlia Arowa, appena 8 anni. Un delitto che ha scosso profondamente non solo la comunità straniera, ma l’intero tessuto cittadino.

Da quando le autorità hanno diffuso la fotografia del presunto responsabile, il flusso di segnalazioni è stato continuo: 74 telefonate, 21 messaggi via WhatsApp, un sms e 11 comunicazioni dirette alla sala operativa. Numeri che testimoniano un’attenzione altissima e una partecipazione attiva dei cittadini alle indagini.

Se nelle prime ore successive alla strage si era fatta strada l’ipotesi di una fuga all’estero, il volume e la distribuzione delle segnalazioni sembrano invece suggerire che l’uomo possa trovarsi ancora sul territorio nazionale. Una possibilità che ha spinto le forze dell’ordine a intensificare i controlli non solo a Roma, ma anche in altre città italiane, senza trascurare verifiche alle frontiere e contatti investigativi oltreconfine.

La Questura di Roma ha rinnovato nelle ultime ore un appello pubblico: chiunque abbia visto Hossain o sia in possesso di informazioni utili è invitato a contattare immediatamente la polizia. Ogni dettaglio, anche apparentemente marginale, potrebbe rivelarsi decisivo.

Intanto, mentre proseguono le ricerche, la comunità si stringe nel dolore. Nella serata di martedì 30 giugno, centinaia di candele hanno illuminato le strade di Casalotti in una fiaccolata silenziosa e composta. Amici, colleghi, vicini di casa, esponenti della comunità bengalese e soprattutto tanti bambini, compagni di scuola della piccola Arowa, hanno sfilato insieme per rendere omaggio alle vittime.

In testa al corteo, uno striscione carico di affetto e riconoscenza: “Kamal, con il tuo lavoro, la tua dedizione e il tuo esempio sei diventato parte della nostra comunità. Ci mancherai”. Parole semplici, che restituiscono il senso di una perdita profonda e condivisa, mentre la città attende risposte e giustizia.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti