13 Luglio 2026, lunedì
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Giovani e fisco, l’affondo di Appendino: “Tagliare l’Irpef agli under 35. E una tassa sui super-ricchi è ormai inevitabile”

Dal lavoro ai grandi patrimoni, la deputata M5S rilancia: sgravi fiscali per i giovani e una “Millionaire Tax” per ridurre le disuguaglianze. “La maggioranza cambi rotta”

Un doppio intervento, sul lavoro e sulla redistribuzione della ricchezza, che punta a rimettere al centro dell’agenda politica salari, giovani e disuguaglianze. Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, torna all’attacco del Governo e della maggioranza con due proposte nette: una drastica riduzione dell’Irpef per gli under 35 e l’introduzione di una “Millionaire Tax” sui grandi patrimoni.

Il primo fronte è quello del decreto Lavoro. Appendino raccoglie e rilancia la proposta avanzata dai Giovani Imprenditori di Confindustria, guidati da Maria Anghileri, per un forte alleggerimento fiscale a favore dei lavoratori più giovani. Una misura che, secondo l’ex sindaca di Torino, rappresenta non solo una scelta condivisibile ma una priorità ormai non più rinviabile.

«I salari dei giovani italiani – sottolinea – sono tra i più bassi in Europa in termini di potere d’acquisto. È un dato allarmante che impone risposte immediate». Da qui la proposta già formalizzata dal M5S durante l’esame del decreto: azzerare l’Irpef o ridurla al 10% per i neoassunti under 35, con l’obiettivo di garantire stipendi più dignitosi fin dall’ingresso nel mercato del lavoro.

Misure che, però, si sono scontrate con il muro della maggioranza. «Emendamenti concreti – accusa Appendino – bocciati in Commissione in modo vergognoso». Da qui l’annuncio di un nuovo tentativo in Aula, attraverso un ordine del giorno che rilanci la sfida politica: «Vedremo chi avrà davvero il coraggio di sostenere le nuove generazioni».

Ma il tema dei giovani si intreccia con quello, più ampio, della distribuzione della ricchezza. Ed è qui che la parlamentare pentastellata torna a proporre con forza l’introduzione di una tassa sui grandi patrimoni, ribattezzata “Millionaire Tax”.

«Non è più una questione ideologica ma di equità», afferma. I dati della Banca d’Italia, ricorda, fotografano un Paese sempre più diseguale, in cui oltre il 60% della ricchezza è concentrata nelle mani del 10% della popolazione. «Un’asimmetria non più tollerabile».

Appendino precisa il perimetro della proposta: nessun intervento su famiglie, risparmiatori o ceto medio, già penalizzati dall’erosione del potere d’acquisto e dall’aumento del costo della vita. Il target sono invece i grandi patrimoni, «le vere concentrazioni di ricchezza», con un riferimento esplicito a grandi famiglie industriali e finanziarie.

Nel mirino anche il linguaggio politico. «Continuare a parlare genericamente di patrimoniale è fuorviante», sostiene. «È una parola logora, usata dalla destra come scudo per difendere rendite e privilegi». Per il Movimento 5 Stelle, invece, la questione va posta in termini diversi: giustizia sociale e riequilibrio.

Il messaggio politico è chiaro: costruire un’alternativa all’attuale Governo passa anche da una scelta di campo netta sul terreno fiscale. «Se vogliamo un Paese più giusto – conclude Appendino – dobbiamo avere il coraggio di sfidare i privilegi e ridurre le disuguaglianze. La Millionaire Tax serve subito. Anzi, siamo già in ritardo».

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