Le Borse europee riaprono con passo misurato, sospese tra cautela e aspettative geopolitiche. A orientare il sentiment degli investitori è ancora una volta il Medio Oriente: la prospettiva di un’intesa tra Stati Uniti e Iran alimenta un cauto ottimismo e sostiene gli acquisti, pur senza innescare slanci euforici.
In questo contesto, Piazza Affari si avvicina a una soglia simbolica: i 50mila punti. Un livello che riporta la memoria ai fasti del 2000 e che conferma la solidità del recente trend rialzista del listino milanese. L’avvio è moderatamente positivo, con il Ftse Mib in progresso dello 0,18%. Andamento analogo per le principali piazze del continente: Francoforte segna +0,01%, Parigi +0,13%, Madrid +0,07%, mentre Londra resta leggermente in territorio negativo (-0,08%).
A dare un segnale più deciso è invece l’Asia, con Tokyo protagonista di un autentico rally: il Nikkei archivia la seduta con un balzo del 5,6%, trainato proprio dalle speranze di una de-escalation nel Golfo.
Diplomazia e mercati: riflettori su Washington e Teheran
Il nodo centrale resta quello energetico e strategico. La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz — arteria vitale per il traffico petrolifero globale — rappresenta un fattore chiave per la stabilità dei mercati. I colloqui tra Washington e Teheran potrebbero riprendere già nei prossimi giorni a Islamabad, alimentando le aspettative di una soluzione negoziata.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che esistono “ottime possibilità” di porre fine al conflitto, pur mantenendo una linea di fermezza: in assenza di un accordo, gli Stati Uniti sono pronti a riprendere le operazioni militari. Una posizione che mantiene alta la tensione, ma che al contempo lascia spazio a scenari di distensione.
Energia e valute: il petrolio torna a salire
Dopo la flessione registrata nella seduta precedente, il petrolio torna a muoversi al rialzo. Il Brent si riporta sopra la soglia dei 100 dollari, a 101,75 dollari al barile (+0,5%), mentre il Wti sale a 95,6 dollari (+0,55%). In crescita anche il gas naturale, che sulla piattaforma di Amsterdam raggiunge i 44,28 euro al megawattora (+0,8%).
Sul fronte valutario, prevale la stabilità: il cambio euro/dollaro resta ancorato a quota 1,175, segno di un equilibrio ancora fragile ma privo di scossoni immediati.
Trimestrali sotto la lente: luci e ombre a Milano
A sostenere il listino milanese è anche la stagione delle trimestrali, entrata nel vivo. Gli investitori guardano con attenzione ai conti di big come Mps, Iveco, Bper, Terna, Enel, Poste e Fineco, alla ricerca di indicazioni sulla tenuta dei margini in un contesto macroeconomico complesso.
Tra i titoli, spicca Nexi, che avanza del 3,5% dopo aver confermato i target, guadagnandosi il ruolo di migliore del listino. All’estremo opposto, Campari paga conti deludenti e un calo delle vendite: il titolo non riesce a fare prezzo in avvio, con un teorico ribasso dell’8%.
Oro e obbligazionario: segnali di stabilizzazione
Prosegue intanto il recupero dei metalli preziosi: l’oro guadagna lo 0,5%, attestandosi a 4.713,3 dollari l’oncia, mentre l’argento sale dell’1,5% a 78,4 dollari. Un movimento che riflette un equilibrio tra ricerca di beni rifugio e maggiore propensione al rischio.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund apre in calo a 73,8 punti base. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,72%, segnalando un miglioramento della percezione del rischio sovrano.
Tra diplomazia, energia e risultati societari, i mercati restano dunque in bilico. Ma per Milano, il ritorno sui livelli di inizio millennio rappresenta già un segnale forte: la Borsa italiana è tornata protagonista sulla scena europea.
