27 Luglio 2026, lunedì
HomeMondoHantavirus, allerta internazionale: hostess ricoverata e passeggeri da rintracciare. Nave-focolaio verso le...

Hantavirus, allerta internazionale: hostess ricoverata e passeggeri da rintracciare. Nave-focolaio verso le Canarie

Crescono i casi legati al virus: indagini su un volo KLM partito da Johannesburg, mentre dalla crociera “Hondius” evacuati tre pazienti gravi. L’Oms rassicura: “Non è pandemia”

L’allerta per l’Hantavirus si estende tra cieli e oceani, tracciando una mappa complessa di contagi, contatti a rischio e interventi sanitari coordinati su scala internazionale. Dall’Olanda all’Atlantico, passando per l’Africa australe, le autorità sanitarie sono impegnate a contenere una diffusione che, pur restando sotto osservazione, non viene al momento considerata un’emergenza pandemica.

Ad Amsterdam, una hostess della compagnia KLM è stata ricoverata dopo essere risultata positiva al virus, manifestando sintomi lievi. Secondo le ricostruzioni preliminari, l’assistente di volo avrebbe avuto contatti con una passeggera olandese imbarcata su un volo partito da Johannesburg e diretto nella capitale dei Paesi Bassi il 25 aprile. La donna, già in condizioni critiche durante il viaggio, era stata fatta scendere all’arrivo insieme al marito: entrambi sono poi deceduti.

Un episodio che ha spinto il ministero della Salute olandese ad avviare un’imponente operazione di tracciamento: tutte le persone presenti su quel volo sono ora oggetto di verifiche “a scopo precauzionale”, nel tentativo di isolare eventuali ulteriori catene di contagio.

Parallelamente, l’attenzione resta alta sulla nave da crociera MV Hondius, diventata nel frattempo il principale focolaio associato al virus. Salpata un mese fa dall’Argentina, l’imbarcazione conta già tre vittime e diversi casi sospetti o confermati a bordo.

Negli ultimi giorni, la situazione sanitaria ha imposto l’evacuazione urgente di tre passeggeri: due in condizioni critiche – tra cui un cittadino tedesco legato a una delle vittime – trasferiti nei Paesi Bassi per cure specialistiche, e un terzo paziente in condizioni stabili, trasportato con un volo sanitario dedicato.

La nave ha ripreso la navigazione dopo una sosta forzata al largo di Capo Verde e sta ora facendo rotta verso le isole Canarie, in Spagna, dove è attesa per sabato. A bordo restano 146 persone provenienti da 23 Paesi, tutte sottoposte a protocolli sanitari rigorosi. Secondo le stime diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i casi complessivi legati alla nave sarebbero otto, di cui cinque ancora da confermare. A questi si aggiunge un paziente svizzero risultato positivo al rientro in patria, attualmente ricoverato a Zurigo.

L’operatore olandese Oceanwide Expeditions, che gestisce la crociera, ha precisato che al momento non risultano più persone con sintomi a bordo: tutti i passeggeri che avevano manifestato segni compatibili con l’infezione sono stati fatti sbarcare per ricevere assistenza medica.

Ma la vicenda si complica ulteriormente guardando alle tappe precedenti del viaggio. Preoccupazione è stata espressa sull’isola di Sant’Elena, territorio britannico nell’Atlantico meridionale, dove la nave aveva attraccato nei giorni scorsi. Qui sarebbero sbarcati circa quaranta passeggeri, nonostante a bordo si fosse già registrato un decesso: quello di un cittadino olandese.

Un passaggio cruciale, anche perché la moglie della vittima – dopo aver trasportato a terra la salma – si era successivamente diretta in Sudafrica, dove è morta all’aeroporto di Johannesburg dopo essere stata respinta proprio da un volo KLM. Un intreccio di eventi che rende ancora più complessa la ricostruzione epidemiologica.

Nonostante la crescente attenzione mediatica e istituzionale, l’OMS invita alla cautela ma senza allarmismi. Da Ginevra, Maria Van Kerkhove, responsabile per la prevenzione delle epidemie, ha chiarito che i casi registrati non rappresentano “l’inizio di un’epidemia né tantomeno di una pandemia”. Piuttosto, ha sottolineato, si tratta di un richiamo alla necessità di investire con continuità nella ricerca su patogeni emergenti: strumenti diagnostici, terapie e vaccini restano le armi decisive per prevenire scenari più gravi.

Nel frattempo, tra controlli sanitari, evacuazioni e operazioni di tracciamento, il caso Hantavirus continua a muoversi lungo rotte globali, mettendo alla prova i sistemi di risposta e coordinamento internazionale.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti