27 Luglio 2026, lunedì
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Super El Niño, allerta globale: verso il 2027 più caldo mai registrato

Le proiezioni di Berkeley Earth e NOAA indicano un evento senza precedenti: temperature oltre la soglia critica di 1,5 °C e rischio di fenomeni estremi su scala planetaria

Il fenomeno climatico di El Niño, attualmente in fase di intensificazione nell’Oceano Pacifico, potrebbe evolversi nel più potente mai osservato nella storia recente. È quanto emerge dalle analisi dei ricercatori della fondazione Berkeley Earth, in linea con le valutazioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense.

Secondo gli studiosi, il cosiddetto “Super Niño” — già ribattezzato così dalla comunità scientifica — rischia di amplificare in modo significativo gli effetti del riscaldamento globale di origine antropica. La combinazione tra dinamiche naturali e cambiamenti climatici potrebbe spingere il 2027 a diventare l’anno più caldo mai registrato, con conseguenze potenzialmente dirompenti su scala globale.

Le proiezioni, presentate nel corso di una conferenza il 23 luglio e diffuse anche sui social, delineano uno scenario in cui l’aumento delle temperature medie globali potrebbe raggiungere livelli critici. “Secondo una serie di modelli climatici, il picco di questo El Niño è destinato a superare il precedente record con un margine davvero sbalorditivo”, ha dichiarato il climatologo Zeke Hausfather, tra gli autori dello studio.

L’analisi si basa sul confronto di 14 modelli climatici, dai quali emerge una stima mediana della temperatura superficiale del mare nel Pacifico superiore di circa 0,8 °C rispetto al record registrato durante l’evento del 2015-2016. Un incremento che, se confermato, segnerebbe un salto senza precedenti nell’intensità del fenomeno.

Non meno rilevante è il possibile impatto sulle temperature globali. Gli esperti non escludono che, in concomitanza con il trend di riscaldamento già in atto, si possa arrivare nel 2027 a un aumento medio di 1,7 °C rispetto ai livelli preindustriali. Un valore che supererebbe la soglia di sicurezza di 1,5 °C fissata dall’Accordo di Parigi, aprendo interrogativi cruciali sulla capacità dei governi di contenere il cambiamento climatico.

“Non è una conclusione inevitabile, ma la probabilità cresce di mese in mese”, ha precisato Hausfather, sottolineando come l’evoluzione del fenomeno resti monitorata con estrema attenzione.

Le conclusioni di Berkeley Earth trovano riscontro anche nelle stime della NOAA, secondo cui esiste una probabilità dell’80% che entro la fine dell’anno si sviluppi un evento classificabile come “molto forte”. Le condizioni tipiche di El Niño, inoltre, potrebbero persistere almeno fino ad aprile 2027.

Le conseguenze di un evento di tale portata sarebbero molteplici: dall’intensificazione delle ondate di calore all’aumento della frequenza e della violenza di eventi meteorologici estremi, con effetti particolarmente marcati in alcune aree del pianeta, tra cui l’America Latina.

In un contesto già segnato da un clima in rapido mutamento, il possibile arrivo del Super Niño rappresenta dunque un banco di prova cruciale per la resilienza dei sistemi ambientali, economici e sociali a livello globale.

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