Un ponte tra continenti costruito non solo sulle relazioni istituzionali, ma soprattutto sulla forza della cultura, della formazione e della conoscenza condivisa. È questo il senso profondo dell’incontro in programma l’8 maggio presso l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, che si prepara ad accogliere l’Ambasciatore del Burundi in Italia, Ernest Ndabashinze, accompagnato da una qualificata delegazione del Centro di Cultura del Burundi in Italia.
L’appuntamento, promosso nell’ambito delle attività del Centro Diplomatico di Cultura dell’ambasciata burundese, assume un significato che va ben oltre la dimensione protocollare. In un contesto globale attraversato da profonde trasformazioni, il dialogo tra Italia e Africa si conferma infatti come uno dei terreni più fertili su cui costruire nuove prospettive di cooperazione, sviluppo e scambio reciproco.
A comporre la delegazione, insieme all’ambasciatore, saranno Giuseppe Catapano, Luigi Ferraiuolo, Piero Rispoli, Eugenio Maisto e la Dottoressa Rosa Fiume Imperatore, figure impegnate nella promozione delle relazioni culturali tra i due Paesi.
Ad accoglierli saranno i vertici dell’ateneo abruzzese, guidati dal rettore Liborio Stuppia, affiancato dal direttore generale Paolo Esposito e dai delegati del rettore, Elisabetta Dimauro e Marcello Costantini, insieme al responsabile delle Relazioni internazionali Glauco Conte.
Al centro dell’incontro, una trama articolata di temi strategici: dalla mobilità internazionale degli studenti alla cooperazione accademica, fino alla progettazione di percorsi di ricerca condivisi e allo sviluppo di iniziative congiunte. Un’agenda che riflette una visione sempre più aperta e interconnessa del sapere, capace di superare confini geografici e culturali.
Ma il vero filo conduttore sarà la diplomazia culturale, intesa come strumento privilegiato per costruire relazioni solide e durature. Non una diplomazia formale, bensì un processo vivo, fatto di confronto, ascolto e contaminazione reciproca tra sistemi culturali e scientifici differenti. In questa prospettiva, il Centro di Cultura del Burundi in Italia si propone come un laboratorio dinamico di cooperazione, capace di trasformare il dialogo in opportunità concrete.
«Questa visita – sottolinea il rettore Stuppia – rappresenta un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra istituzioni accademiche e culturali e per avviare percorsi di cooperazione internazionale capaci di valorizzare lo scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche. Il nostro Ateneo è da sempre impegnato a promuovere relazioni fondate sull’apertura, sull’inclusione e sulla crescita condivisa».
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia dell’Università d’Annunzio, da tempo impegnata nel consolidamento delle relazioni internazionali e nella promozione di una cooperazione accademica globale sempre più strutturata e inclusiva.
Quello dell’8 maggio non sarà dunque soltanto un incontro istituzionale, ma un momento di confronto autentico tra visioni e prospettive diverse. Un’occasione per immaginare nuove traiettorie di sviluppo condiviso, in cui Italia e Africa non siano più semplicemente interlocutori, ma partner strategici nella costruzione di un futuro comune.
