Si è spenta a Venezia, nella sua casa affacciata sull’acqua e lontana dai clamori, Cristiana Brandolini d’Adda, ultima rappresentante della generazione dei figli di Edoardo Agnelli. Aveva 99 anni. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo della storia familiare che ha attraversato il Novecento italiano, tra industria, cultura e mondanità internazionale.
Figlia di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte di San Faustino, nipote del fondatore della Fiat Giovanni Agnelli, Cristiana apparteneva a quella cerchia ristretta che ha vissuto dall’interno la costruzione del mito industriale italiano. Quinta di sette figli, era sorella, tra gli altri, di Gianni Agnelli, l’“Avvocato”, con il quale condivise un legame profondo fatto di affinità di gusto, misura e riservatezza. Dopo la scomparsa delle sorelle Clara, Susanna e Maria Sole — quest’ultima nel dicembre 2025 — e dei fratelli Giorgio e Umberto, era rimasta l’ultima testimone diretta di quella generazione.
Nata a Torino il 16 febbraio 1927, scelse sin da giovane una vita lontana dai riflettori, pur rimanendo immersa in un contesto sociale e culturale di altissimo profilo. Nel 1947 sposò il conte Brando Brandolini d’Adda nella basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, a Roma. Dal matrimonio nacquero quattro figli: Tiberto, Leonello, Nuno e Brandino.
La sua esistenza si è svolta tra alcune delle più affascinanti capitali europee: Venezia, dove ha trascorso lunghi periodi, la tenuta di Vistorta in Friuli — con la villa circondata da un parco all’inglese ridisegnato dal paesaggista Russell Page — e Parigi, dove dal 1968 visse sulla Rive Gauche, cuore intellettuale e artistico della città.
Figura di grande eleganza e stile, Cristiana Brandolini d’Adda incarnava una raffinatezza mai ostentata. Il suo fascino discreto fu immortalato da grandi fotografi del Novecento come Cecil Beaton e Horst P. Horst, che ne colsero l’essenza sofisticata e fuori dal tempo. Ma ridurre la sua figura a icona estetica sarebbe limitante: il suo era soprattutto uno spirito libero, animato da una profonda passione per le arti e la cultura.
Mecenate silenziosa, sostenne istituzioni di rilievo internazionale come la Fondation de la Vocation fondata da Marcel Bleustein-Blanchet e il Watermill Center di Robert Wilson, contribuendo alla crescita di giovani talenti e alla diffusione della creatività contemporanea.
La sua vita, volutamente defilata, racconta una diversa declinazione dell’eredità Agnelli: meno esposta, ma non meno significativa. Un’esistenza attraversata con grazia, indipendenza e una costante fedeltà a se stessa.
Con Cristiana Brandolini d’Adda scompare non solo una protagonista discreta dell’alta società europea, ma anche un frammento di memoria storica che ha accompagnato, in filigrana, le trasformazioni dell’Italia moderna.
