5 Ottobre 2026, lunedì
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Creta, la terra trema ancora: sequenza sismica nel Mediterraneo orientale

Dopo la scossa di magnitudo 5.7, un nuovo terremoto di 4.6 nella notte al largo dell’isola greca. Monitoraggio costante degli istituti scientifici, nessun danno segnalato

Una nuova scossa nella notte riporta l’attenzione sul Mediterraneo orientale e sulla fragilità sismica dell’area. Alle 3.47, ora italiana, un terremoto di magnitudo 4.6 è stato registrato al largo della costa sud-orientale di Creta, in una zona già interessata da un’intensa attività tellurica negli ultimi giorni.

A rilevare il sisma è stato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha confermato come l’evento rientri in una sequenza iniziata il 24 aprile. Dati analoghi arrivano anche dallo United States Geological Survey, che monitora l’area e segnala una serie di scosse ravvicinate nel tratto di mare a sud dell’isola.

La scossa più forte e lo sciame sismico

Il movimento tellurico della notte segue quello ben più intenso registrato nella mattinata precedente: una scossa di magnitudo 5.7, avvertita alle 6.18, sempre al largo della costa meridionale di Creta. Secondo l’Osservatorio Nazionale di Atene, l’epicentro era localizzato a circa 23 chilometri a sud-sud-ovest della regione di Lasithi, con un ipocentro relativamente superficiale, a 9,7 chilometri di profondità.

Una combinazione – quella tra intensità e bassa profondità – che spesso rende le scosse più percepibili dalla popolazione, anche a distanze significative dall’epicentro.

Nessun danno, ma attenzione alta

Nonostante la sequenza sismica, al momento non si registrano vittime né danni materiali rilevanti. Le autorità locali e gli istituti di monitoraggio continuano tuttavia a seguire con attenzione l’evoluzione dello sciame, fenomeno non raro in un’area geologicamente attiva come l’Egeo meridionale.

Creta, infatti, si trova lungo una delle principali zone di contatto tra la placca africana e quella euroasiatica, una linea di frattura che da secoli genera terremoti anche di forte intensità. Episodi come quello di queste ore rientrano in una dinamica ben nota agli esperti, ma non per questo priva di rischi.

Un Mediterraneo che si muove

La sequenza registrata in queste ore si inserisce in un quadro più ampio di attività sismica nel Mediterraneo orientale, dove la continua interazione tra placche tettoniche produce frequenti rilasci di energia. Eventi generalmente di moderata entità, ma che richiedono un monitoraggio costante e sistemi di prevenzione efficienti.

Per ora, la terra continua a tremare senza conseguenze. Ma l’attenzione resta alta, mentre la scienza osserva e misura, in attesa di capire se si tratti di un fenomeno destinato a esaurirsi rapidamente o dell’inizio di una fase più lunga e complessa.

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