2 Luglio 2026, giovedì
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Solovyov rilancia l’attacco a Meloni: accuse shock su Telegram. Zelensky: “Propaganda miserabile, l’Italia non arretra”

Nuovo affondo del volto mediatico del Cremlino contro la premier italiana dopo il caso diplomatico. Kiev difende Roma: “Linea chiara e salda”

Non si placa lo scontro a distanza tra Mosca e Roma, alimentato dalle parole incendiarie di Vladimir Solovyov, volto noto della propaganda televisiva russa. Dopo le dichiarazioni pronunciate in tv — che avevano già innescato una reazione diplomatica con la convocazione dell’ambasciatore russo alla Farnesina — il giornalista torna all’attacco, questa volta attraverso un messaggio pubblicato su Telegram, con toni ancora più duri nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel lungo post, Solovyov costruisce un’accusa frontale e personale, intrecciando riferimenti storici e giudizi politici. Si definisce “ebreo e antifascista” e sostiene di essere perseguitato dalle autorità italiane, evocando un parallelismo con alcune delle pagine più oscure della storia del Paese. Da qui l’attacco diretto alla premier, accusata di essere una “seguace” di Benito Mussolini e, di conseguenza, “complice di tutti i crimini dell’Italia fascista”.

Parole pesantissime, che spingono il confronto ben oltre il piano politico per sconfinare in quello storico e ideologico. Nel messaggio, il giornalista attribuisce al fascismo italiano responsabilità dirette in tragedie come l’Olocausto e la morte di milioni di cittadini sovietici durante la Seconda guerra mondiale, inserendo Meloni — per continuità ideologica, secondo la sua tesi — in questa narrazione.

L’affondo prosegue con un ulteriore salto retorico: il sostegno italiano all’Ucraina viene descritto come una prova di complicità con quello che Solovyov definisce uno “stato nazista ucraino”, accusato a sua volta di terrorismo e complotti. Un linguaggio che ricalca fedelmente la linea narrativa del Cremlino nel conflitto in corso.

A stretto giro arriva la replica, indiretta ma significativa, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sceglie il social X per esprimere solidarietà alla premier italiana e al Paese. Il messaggio è netto: i “miserabili propagandisti russi” — così li definisce — non riusciranno a distogliere l’Italia dalla propria linea politica, fondata sulla difesa degli interessi nazionali e sul sostegno a Kiev.

Zelensky ringrazia esplicitamente Meloni e gli italiani per la “posizione chiara”, rafforzando così l’asse politico tra Roma e Kiev in un momento in cui la comunicazione diventa terreno centrale del confronto geopolitico.

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di tensioni verbali e diplomatiche tra Russia e Paesi europei, dove le dichiarazioni di figure mediatiche come Solovyov — pur non istituzionali — assumono un peso rilevante nel plasmare il clima politico e l’opinione pubblica. In questo contesto, la reazione italiana e il sostegno ucraino contribuiscono a delineare un fronte compatto, almeno sul piano delle dichiarazioni, di fronte all’offensiva comunicativa proveniente da Mosca.

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