21 Aprile 2026, martedì
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Burundi, la scommessa oltreconfine: a Roma il forum che mette in contatto imprese europee e nuovi mercati

Internazionalizzazione – Alla Sala Europa del Parlamento Europeo, a Roma, istituzioni e imprese si confrontano sulle opportunità offerte dal Burundi: cooperazione e nuove filiere tra Africa orientale e mercato Ue.

Roma torna a guardare a Sud: non per retorica, ma per affari, cooperazione e strategie di lungo periodo. Il 10 giugno, alle 14, la Sala Europa del Parlamento Europeo in Piazza Venezia ospita “Burundi-Europe, Business Partner – Brighter Future. Opportunità e vantaggi per le imprese”, incontro pensato per chi cerca sbocchi commerciali e progetti di investimento in un’area – l’Africa orientale – che sta ridisegnando catene del valore e rotte logistiche.

L’appuntamento, inizialmente calendarizzato per il 19 maggio, è stato rinviato per concomitanti impegni istituzionali e confermato nella nuova data di martedì 10 giugno. La cornice scelta – una sala simbolo delle istituzioni europee nel cuore della Capitale – punta a dare un segnale chiaro: l’internazionalizzazione non è più un’opzione, ma una necessità, soprattutto per le Pmi che vogliono intercettare domanda, materie prime e partnership in mercati in trasformazione.

L’iniziativa e i promotori. A promuovere il forum è Auge Università, insieme a S.E. Ernest Ndabashinze, ambasciatore del Burundi in Italia, e in collaborazione con il Centro Diplomatico di Cultura della Repubblica del Burundi. Al centro c’è un’impostazione che intreccia alta formazione, diplomazia economica e scambi culturali. Non a caso l’ateneo è già sede italiana dell’Università di Stato del Burundi, tassello di un dialogo accademico e istituzionale che negli anni si è consolidato.

Il Burundi – Paese ancora poco frequentato dal business europeo – viene proposto come caso di studio e come interlocutore “da conoscere” prima che diventi affollato. L’obiettivo dichiarato è mettere a fuoco, con un linguaggio operativo, come leggere un contesto in evoluzione e quali canali attivare per avviare scambi commerciali, progetti di cooperazione e percorsi di insediamento produttivo, facendo dialogare istituzioni e operatori economici.

Durante i lavori – come sottolinea il diplomatico Eugenio Maisto – sono attesi focus sul quadro economico generale e sulle opportunità di investimento, con un’attenzione particolare ai settori considerati strategici per la cooperazione commerciale. Spazio anche agli strumenti a supporto dell’internazionalizzazione e a esempi di collaborazione già avviati, attraverso testimonianze e casi pratici.

Accanto alla parte di analisi, il programma prevede una sessione di networking per facilitare contatti diretti tra imprese, rappresentanti istituzionali e attori del sistema economico. «L’idea è creare le condizioni per nuove sinergie e partnership», conferma Piero Rispoli, diplomatico del Centro di Cultura del Burundi in Italia.

A dare peso istituzionale all’incontro contribuirà la presenza di eurodeputati, rappresentanti di governo, diplomatici e professionisti. Tra gli interventi annunciati figurano quelli del rettore di Auge Università, Giuseppe Catapano, e di Luigi Ferraiuolo, rappresentante diplomatico del Burundi in Italia, chiamati a delineare le prospettive di una collaborazione più strutturata tra i due contesti.

In una fase in cui molte imprese europee cercano di ridurre dipendenze e rischi concentrati su pochi sbocchi, la diversificazione geografica torna a essere una leva competitiva. Il forum romano prova a tradurre questo ragionamento in contatti e proposte: un “ponte” tra capitale politico-istituzionale e terreno delle decisioni aziendali, dove la diplomazia economica si misura – alla fine – sulla capacità di aprire porte e costruire fiducia.

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