21 Aprile 2026, martedì
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Brancaccio, la nuova mappa di Cosa Nostra: 32 fermi e un sistema criminale sempre più “manageriale”

Maxi operazione tra Carabinieri e Polizia: ricostruiti vertici, affari e strategie del mandamento. Tra estorsioni, droga e investimenti nel mercato legale, la mafia cambia pelle ma non rinuncia alla forza intimidatoria

All’alba, Palermo si è risvegliata sotto il rombo degli elicotteri e il dispiegamento di centinaia di uomini delle forze dell’ordine. Su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, è scattata una vasta operazione contro il mandamento mafioso di Brancaccio, uno dei gangli storici di Cosa Nostra nel capoluogo siciliano.

Il bilancio è pesante: 32 fermi di indiziato di delitto nei confronti di soggetti ritenuti, a vario titolo, coinvolti in un ampio spettro di reati che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione aggravata, dal traffico di stupefacenti ai reati in materia di armi, fino al trasferimento fraudolento di valori. Contestazioni rese ancora più gravi dall’aggravante del metodo mafioso e dell’agevolazione dell’organizzazione.

L’operazione è il punto di arrivo di una lunga e articolata attività investigativa condotta dal 2023 al 2026 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo, dalla Squadra Mobile e dalla S.I.S.C.O., sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Un lavoro che ha permesso di ricostruire, con precisione chirurgica, la struttura e gli equilibri interni del mandamento di Brancaccio, comprendente le famiglie di Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille.

Dalle indagini emerge l’immagine di una consorteria tutt’altro che indebolita. Il controllo del territorio resta il perno dell’organizzazione, esercitato attraverso una capillare rete intimidatoria e una gestione sistematica delle estorsioni. Accanto a questo, il traffico di droga continua a rappresentare una fonte primaria di guadagno, sostenuto dalla disponibilità di armi e da una solida organizzazione logistica.

Ma il dato più significativo riguarda l’evoluzione strategica del sodalizio. Cosa Nostra, pur mantenendo intatta la propria vocazione militare, mostra una crescente capacità di adattamento ai mutamenti economici. Le indagini delineano una mafia che affianca alla tradizionale violenza un approccio sempre più imprenditoriale, orientato al controllo di segmenti del mercato legale. Una scelta che consente di massimizzare i profitti riducendo i rischi, in una logica che gli investigatori definiscono ormai “manageriale”.

Il sistema economico del mandamento appare infatti strutturato: raccolta e redistribuzione delle risorse, sostegno economico agli affiliati detenuti, reinvestimento dei proventi illeciti attraverso operazioni di autoriciclaggio e intestazioni fittizie.

Parallelamente ai fermi, l’operazione ha visto l’esecuzione di numerose perquisizioni personali e domiciliari e di un decreto di sequestro preventivo che ha colpito aziende, immobili e conti correnti, proprio in relazione alle ipotesi di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Il quadro della pericolosità del gruppo è ulteriormente confermato dai risultati già ottenuti nel corso delle indagini: sei arresti in flagranza, due ordinanze di custodia cautelare in carcere e il sequestro di un arsenale composto da cinque pistole, un fucile a pompa, una carabina, due mazze chiodate, oltre a tre chilogrammi di hashish e circa 13mila euro in contanti.

Imponente il dispositivo messo in campo nella fase esecutiva: oltre 450 uomini tra Carabinieri e Polizia di Stato, con il supporto dei reparti speciali, unità cinofile, Squadre di Intervento Operativo, Aliquote di Primo Intervento e mezzi aerei, tra cui un elicottero del IV Reparto Volo.

Un’azione che non rappresenta soltanto un colpo duro al mandamento di Brancaccio, ma anche una fotografia aggiornata di una mafia che, pur cambiando linguaggio e strumenti, continua a esercitare un controllo profondo sul territorio e sull’economia. Una presenza che si trasforma, si mimetizza, ma resta pervasiva e strutturata, confermando la necessità di un’azione investigativa costante e sempre più sofisticata.

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