17 Aprile 2026, venerdì
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Autotrasporto al collasso: cinque giorni di fermo nazionale dal 20 al 25 aprile

Trasportounito sfida le istituzioni e conferma lo stop: “Carburanti fuori controllo, imprese soffocate dai debiti. Il settore è a un passo dal fallimento”

Il conto alla rovescia è partito e, salvo ripensamenti dell’ultima ora, l’Italia si prepara a cinque giorni di blocco dell’autotrasporto. Dal 20 al 25 aprile, infatti, Trasportounito ha confermato il fermo nazionale dei tir, nonostante le pressioni e gli inviti alla revoca arrivati dalla Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

Una decisione che fotografa un settore ormai allo stremo. A pesare, più di ogni altra variabile, è l’impennata dei costi del carburante, definita dagli operatori “fuori controllo” e tale da compromettere la sopravvivenza stessa delle imprese.

A lanciare l’allarme è il segretario generale dell’associazione, Maurizio Longo, che in una nota parla senza mezzi termini di una crisi “di gravità senza precedenti”. Una crisi che, secondo il sindacato, si consuma nel silenzio delle istituzioni e del ministero competente, accusati di non aver adottato misure adeguate per contenere l’emergenza.

Nel mirino finisce anche la Commissione di garanzia, rea – secondo Trasportounito – di aver tentato più volte di ostacolare il fermo. Un intervento che il sindacato giudica paradossale: “L’unica istituzione che ha mostrato attenzione al comparto – osserva Longo – lo ha fatto per limitare una protesta che riflette la disperazione di un’intera categoria”.

Il nodo centrale resta economico. Il caro carburante incide in maniera diretta e devastante sui bilanci delle aziende, in particolare su quelli delle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del trasporto su gomma in Italia. Margini già ridotti all’osso vengono ulteriormente erosi, mentre aumentano debiti e insolvenze, spingendo molte realtà verso una crisi irreversibile.

La protesta, nelle intenzioni dell’associazione, non rappresenta soltanto gli iscritti ma l’intero comparto logistico. “La situazione, sia sul piano economico sia su quello sociale, è ormai critica”, aveva spiegato Longo nei giorni scorsi, sottolineando come il rincaro dei carburanti stia colpendo soprattutto le aziende più fragili, lasciate senza adeguati strumenti di compensazione.

Il rischio, ora, è quello di un effetto domino. Il fermo dei mezzi pesanti potrebbe tradursi in ritardi nelle consegne, scaffali meno riforniti e difficoltà diffuse lungo tutta la filiera produttiva. Un impatto che va ben oltre la categoria degli autotrasportatori e che chiama in causa l’intero sistema economico nazionale.

Nel braccio di ferro tra istituzioni e operatori, il tempo per una mediazione si assottiglia. Ma il messaggio che arriva dalle strade è già chiaro: senza interventi immediati, il motore dell’autotrasporto italiano rischia di spegnersi.

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