29 Agosto 2026, sabato
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Mini-dazi sui pacchi extra Ue, partenza rinviata: la tassa da 2 euro scatterà a luglio

Nel decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri lo slittamento dell’imposta sulle spedizioni low cost: tempo extra per adeguare i sistemi doganali

Il debutto della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea viene rinviato. La misura, prevista dall’ultima legge di Bilancio per arginare il flusso crescente di spedizioni a basso costo dall’estero, entrerà in vigore soltanto dal 1° luglio 2026.

A stabilirlo è la bozza del decreto fiscale esaminata dal Consiglio dei ministri, che introduce una pausa tecnica necessaria per consentire l’adeguamento operativo del sistema. Il rinvio, infatti, non modifica l’impianto della norma ma ne posticipa l’applicazione, riconoscendo le difficoltà legate all’implementazione delle nuove procedure.

Il testo è esplicito: il contributo non si applicherà alle spedizioni di beni importati prima del 1° luglio 2026, “ferma restando l’attività di adeguamento dei sistemi informativi da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Una clausola che mette nero su bianco il nodo principale: la necessità di aggiornare infrastrutture digitali e processi di controllo per gestire un volume enorme di pacchi, spesso di valore ridotto ma in costante aumento.

La misura nasce con un duplice obiettivo. Da un lato, riequilibrare le condizioni di concorrenza tra operatori europei e piattaforme internazionali dell’e-commerce, spesso avvantaggiate da costi logistici e fiscali inferiori; dall’altro, rafforzare i controlli su merci che, proprio per il loro basso valore dichiarato, sfuggono più facilmente alle verifiche.

Il rinvio, tuttavia, segnala anche la complessità dell’intervento. Il commercio digitale globale viaggia su numeri imponenti e richiede strumenti tecnologici all’altezza: tracciabilità, interoperabilità tra banche dati, automazione dei controlli. Senza questi elementi, il rischio è quello di rallentare la logistica o creare colli di bottiglia nei punti di ingresso delle merci.

Il decreto fiscale, nel suo complesso, rappresenta un nuovo tassello nel più ampio percorso di riforma del sistema tributario avviato dal governo. Oltre alla questione dei pacchi extra Ue, il provvedimento riapre il cantiere su diversi fronti: dal sostegno agli investimenti alle misure per il commercio, fino alla razionalizzazione di alcuni meccanismi fiscali.

In questo quadro, lo slittamento della mini-tassa appare come una scelta di pragmatismo: meglio rinviare l’entrata in vigore di qualche mese piuttosto che rischiare un avvio disordinato. Il conto alla rovescia, però, è già partito. Dal prossimo luglio, il nuovo balzello diventerà operativo e inciderà su milioni di spedizioni, segnando un cambio di passo nei rapporti tra fisco, e-commerce globale e consumatori italiani.

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