Le Borse europee aprono la settimana con un sorriso, sospinte dall’ottimismo sulla possibile fine del braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran. Gli investitori guardano con fiducia verso lo Stretto di Hormuz, strategico crocevia del commercio petrolifero mondiale, nella speranza che il transito navale possa riprendere senza ostacoli. Sul fronte geopolitico, Donald Trump ha reso noto che Teheran sarebbe disposto a “raggiungere un accordo”, dopo aver ricevuto un piano di pace americano in 15 punti volto a sedare le tensioni in Medio Oriente.
L’effetto sulle materie prime è immediato: il petrolio scende sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, con il Brent in calo del 4% a 99,9 dollari e il Wti stabilmente sotto i 90 dollari. Anche il gas naturale registra un ribasso significativo: a Amsterdam il prezzo scende del 6,2%, fermandosi a 50,6 euro per megawattora.
Ftse Mib e listini europei: il verde domina
A Milano il Ftse Mib apre a +1,05%, sostenuto dalle attese di una risoluzione diplomatica. Positivo anche il resto d’Europa: Parigi guadagna l’1,13%, Francoforte il 1,47%, Madrid l’1,31% e Londra lo 0,70%. In Asia, Tokyo recupera terreno chiudendo con un rialzo marcato del 2,78% sull’indice Nikkei.
L’ottimismo è alimentato dalle pressioni diplomatiche di Egitto, Turchia e Pakistan per organizzare, nelle prossime ore, un incontro tra funzionari americani e iraniani. Parallelamente, il Pentagono ha inviato ulteriori 2.000 soldati nella regione, che si sommano ai 4.500 marine già in viaggio, a testimonianza della complessità della situazione.
Piazza Affari: Mps e oil sotto la lente
Sul fronte dei singoli titoli, Mps balza dell’2% dopo l’annuncio del nuovo amministratore delegato Fabrizio Palermo, che succede a Luigi Lovaglio. Pesante invece la flessione di Inwit (-10%), penalizzata dalla decisione di Swisscom di esercitare il diritto di recesso dal Master Service Agreement. Tra i titoli petroliferi, Eni perde il 2,4% e Tenaris l’1,6%, in linea con il calo del greggio. Tra i pochi titoli in luce, Prysmian (+2,2%) beneficia dell’upgrade del target price da parte di Hsbc.
Sul fronte dei mercati valutari, l’euro/dollaro si mantiene a 1,1601, mentre l’oro risale a 4.560 dollari l’oncia (+1,9%), dopo giorni di prese di profitto. Lo spread apre in lieve calo a 90 punti base, con il rendimento del decennale italiano che scende al 3,90%.
In sintesi, i mercati restano sulle montagne russe: da un lato il rischio geopolitico continua a pesare, dall’altro la concreta possibilità di un accordo Usa-Iran alimenta speranza e fiducia, spingendo listini e materie prime in direzioni opposte.
