Sarà Pontida, luogo-simbolo della storia leghista, a fare da cornice all’ultimo saluto a Umberto Bossi. Il fondatore della Lega Nord, scomparso giovedì all’età di 84 anni all’ospedale di Varese, verrà commemorato domenica 22 marzo con una cerimonia funebre destinata a richiamare militanti, dirigenti e simpatizzanti da tutta Italia.
Il rito religioso si terrà alle ore 14 presso l’Abbazia di San Giacomo Maggiore, cuore spirituale e politico del movimento che Bossi contribuì a costruire e trasformare in una delle forze più incisive del panorama italiano degli ultimi decenni. Una scelta tutt’altro che casuale: Pontida, con i suoi raduni annuali, è da sempre il luogo identitario della Lega, teatro di giuramenti, svolte e momenti fondativi.
La decisione è maturata all’interno della famiglia, che ha voluto rendere il commiato non soltanto un momento privato, ma un passaggio condiviso con quella che viene definita “la grande famiglia della Lega” e con il cosiddetto “popolo della Padania”. Un legame profondo, quello tra Bossi e la sua base, costruito in oltre trent’anni di militanza e battaglie politiche, che ora trova una sintesi simbolica proprio nel luogo che più di ogni altro ne rappresenta la storia.
In queste ore, tuttavia, i familiari chiedono discrezione e rispetto, mentre si organizza una cerimonia che si preannuncia partecipata e carica di significato. Non solo un funerale, ma un momento di passaggio per un movimento politico che, con la scomparsa del suo fondatore, chiude definitivamente un’epoca.
Pontida si prepara così ad accogliere l’ultimo viaggio del “Senatùr”, tra memoria, identità e un’eredità politica che continua a interrogare il presente.
