9 Ottobre 2026, venerdì
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A qualcuno piace caldo, Geppy Gleijeses porta in scena al Teatro Manzoni la commedia tratta dal celebre film

Un cast guidato da Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato per l’adattamento teatrale brillante e irresistibile ispirato al classico diretto da Billy Wilder considerato uno dei capolavori della storia del cinema

“A qualcuno piace caldo” (Some Like It Hot), leggendario film del 1959 diretto da Billy Wilder, considerato da sempre una delle migliori commedie della storia del cinema, va in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 17 al 26 marzo con la regia di Geppy Gleijeses.

La pièce è un libero adattamento della trama del film, scritto nel 1987 da Mario Moretti, indimenticato autore italiano e grande organizzatore culturale. Un’impresa non facile, allestire per il teatro un titolo cult della cinematografia di tutti i tempi, ma Geppy Gleijeses che ha già in passato portato al successo una commedia della stessa levatura come “Arsenico e vecchi merletti” con Giulia Lazzarini e Annamaria Guarnieri, ha accettato questa sfida ambiziosa e il risultato è una commedia ironica e travolgente che mantiene tutto il fascino del film, arricchita dall’esperienza teatrale di Gleijeses.

Decine di ambientazioni diverse, ricostruite anche con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni, fanno da cornice ad un cast eccezionale con Euridice Axen, attrice duttilissima e donna bellissima nei panni che furono di Marilyn Monroe, Giulio Corso giovane attore tra i migliori in Italia, già diretto in “Testimone d’accusa” da Gleijeses, nel ruolo che fu di Tony Curtis e Gianluca Ferrato che si cimenta con il ricordo di Jack Lemmon.

Gianluca Ferrato, che interpreta Joe e poi Dafne, ricorda che Geppy Gleijeses il primo giorno di prove disse agli attori di non pensare a psicologismi ma di pensare a divertirsi, di pensare al vecchio gioco del teatro e del travestimento, cosa che lui e Giulio Corso hanno fatto a man bassa. “Da lì mi sono buttato senza paracadute” dice Ferrati, “forse non l’avrei fatto se lui non avesse detto questo, che mi ha permesso di essere libero. Perché questo è uno spettacolo sulla libertà, sulla possibilità di essere come avrebbe detto Pirandello, Uno nessuno e centomila, e di essere autorizzati a farlo e a dire che anche la sessualità ognuno la vive come meglio crede”.

“A qualcuno piace caldo” è una commedia brillante e irresistibile, ambientata nel 1929 nell’epoca dell’antiproibizionismo e racconta le avventure di Joe e Jerry, due squattrinati musicisti jazz in fuga dalla mafia, per aver assistito involontariamente alla strage di San Valentino.  Per cercare di far perdere le loro tracce saranno costretti a travestirsi da donne e unirsi ad una orchestra jazz tutta al femminile.  I due protagonisti nei panni di Dafne e Josephine vivranno così avventure rocambolesche, tra equivoci, gag esilaranti e un triangolo amoroso, raccontati nello spettacolo sempre con ironia e leggerezza.

Geppy Gleijeses arricchisce la messa in scena anche con il suo racconto autobiografico dell’incontro, da giovanissimo, proprio con il regista Billy Wilder e il protagonista del film Jack Lemmon: “Più di 50 anni fa, ero un ragazzino, ebbi la fortuna di fare la comparsa nel film “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?”. Il regista era Billy Wilder e il protagonista maschile Jack Lemmon! Ovvero i due regali più grandi che il cinema americano ci abbia fatto da quando i fratelli Lumiere hanno inventato il cinematografo. Eravamo in aliscafo tra Napoli e Ischia e naturalmente si giravano delle scene. I due geni erano di una semplicità disarmante, chiacchieravano nelle pause amabilmente con tutti e traspariva dai loro comportamenti un affetto e una serenità senza pari. A un certo punto della traversata si sedettero nella fila di poltrone davanti a me a chiacchierare animatamente. Chiesi, ero molto curioso, al direttore di produzione di cosa stessero parlando, immaginando un dialogo sui massimi sistemi filmici, ed egli candidamente mi rispose: “Stanno decidendo dove andare a mangiare il coniglio all’ischitana…”. Credo sia questo il segreto di un genio: “l’impresa eccezionale è essere normale” (Lucio Dalla)”.

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