Milano si è fermata alle 16 di venerdì pomeriggio, quando un tram della linea 9 — l’asse che collega Porta Genova alla Stazione Centrale — ha improvvisamente lasciato i binari in viale Vittorio Veneto, all’altezza dell’incrocio con via Lazzaretto, mentre procedeva da piazza della Repubblica verso Porta Venezia. Il bilancio, aggiornato nelle ultime ore, è drammatico: due morti e 38 feriti, alcuni dei quali trasportati in ospedale in codice rosso.
Una delle vittime è un uomo italiano di 60 anni, residente a Rozzano, rimasto schiacciato sotto il mezzo. Con ogni probabilità si tratta di un passante che stava camminando lungo il viale al momento dell’impatto. L’altra vittima sarebbe legata direttamente alle conseguenze dello schianto, ma gli accertamenti sono ancora in corso.
Un convoglio nuovo, carico di passeggeri
Il tram coinvolto nell’incidente era entrato in servizio soltanto da poche settimane. A quell’ora era gremito di passeggeri: lavoratori, studenti, pendolari del tardo pomeriggio. Quando il mezzo è deragliato — per cause ancora da chiarire — ha sbandato verso sinistra, finendo la corsa contro la vetrina di un esercizio commerciale.
L’urto ha scaraventato a terra decine di persone. «Ho pensato al terremoto», racconta uno dei passeggeri. «Ero seduto e sono finito per terra insieme agli altri. È stato terribile». L’uomo ha riportato solo una contusione al ginocchio, ma accanto a lui un passeggero perdeva sangue dalla testa. «Ci ho messo un po’ a rialzarmi e a scendere».
Le immagini dei soccorsi parlano di sedili divelti, vetri infranti, persone assistite sul marciapiede sotto lo sguardo attonito dei passanti.
La manovra anomala
Uno degli elementi ora al vaglio degli investigatori riguarda la traiettoria del convoglio. Secondo il percorso ordinario della linea 9, in quel tratto il tram avrebbe dovuto proseguire diritto lungo viale Vittorio Veneto. Invece, al momento del deragliamento, il mezzo avrebbe tentato una svolta a sinistra verso via Lazzaretto, una manovra non prevista dal tracciato abituale. Se si sia trattato di un errore umano, di un guasto tecnico o di un problema allo scambio ferroviario sarà oggetto delle verifiche tecniche già in corso.
La macchina dei soccorsi
Imponente il dispiegamento dei soccorsi. I vigili del fuoco sono intervenuti con cinque mezzi e 25 uomini, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza e nel recupero delle persone coinvolte.
L’AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) ha attivato diciannove mezzi: tre automediche, un’auto infermieristica, tredici ambulanze e due unità di coordinamento per maxi-emergenze. I feriti sono stati smistati nei principali ospedali cittadini.
La Procura apre un fascicolo
Sul luogo dell’incidente si è recato il procuratore di Milano, Marcello Viola. Nelle prossime ore verrà formalmente aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose, atto dovuto per consentire tutti gli accertamenti tecnici e le perizie necessarie a ricostruire l’esatta dinamica.
Gli investigatori acquisiranno i dati della “scatola nera” del convoglio, le comunicazioni radio e le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.
Le reazioni istituzionali
In viale Vittorio Veneto è arrivato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per seguire da vicino l’evolversi della situazione e informarsi sulle condizioni dei feriti.
Dalla Regione Lombardia, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha parlato di «un fatto tanto grave» ringraziando «la macchina del soccorso dell’emergenza entrata prontamente in funzione per garantire assistenza a tutti i cittadini rimasti coinvolti».
Anche Azienda Trasporti Milanesi (Atm), che gestisce il trasporto pubblico cittadino, ha diffuso una nota esprimendo «profondo dolore» per l’accaduto e assicurando la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria: «Mettiamo a disposizione ogni informazione e strumento utile alle indagini».
Una città sotto shock
L’incidente riapre interrogativi sulla sicurezza della rete tranviaria milanese, una delle più estese d’Europa e simbolo storico della mobilità urbana cittadina. Se da un lato il sistema è considerato affidabile e capillare, dall’altro un evento di tale portata impone verifiche rigorose su mezzi, infrastrutture e procedure operative.
Milano, nel giro di pochi minuti, si è ritrovata davanti a una scena che richiama altre tragedie urbane: sirene, transenne, traffico deviato, lo sguardo incredulo di chi tornava a casa. Ora la parola passa agli inquirenti. Le risposte, attese dalla città e dalle famiglie delle vittime, dovranno chiarire se si sia trattato di un errore umano, di un guasto tecnico o di una concatenazione fatale di circostanze.
