9 Agosto 2026, domenica
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Camorra, colpo da 20 chili di cocaina: nove arresti a Napoli

Blitz all’alba dei Carabinieri contro presunti affiliati al clan Vanella Grassi: ricostruita una rapina armata a Casavatore ai danni di corrieri legati agli Amato-Pagano

Un carico da venti chili di cocaina, due corrieri calabresi e un commando armato pronto a intercettarli. È intorno a questa scena, consumata nell’aprile del 2023 a Casavatore, nell’hinterland a nord del capoluogo, che ruota l’operazione scattata alle prime luci dell’alba di oggi.

Su delega della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone, ritenute gravemente indiziate – a vario titolo – di associazione di stampo camorristico, rapina aggravata dal metodo mafioso, detenzione di sostanze stupefacenti e possesso di armi da fuoco. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale partenopeo su richiesta della Dda.

La mappa dei clan: Vanella Grassi contro Amato-Pagano

Al centro dell’inchiesta c’è uno scontro tutto interno agli equilibri criminali dell’area nord di Napoli. Secondo gli investigatori, la rapina sarebbe stata pianificata e messa a segno da soggetti ritenuti organici al clan Vanella Grassi, storico gruppo camorristico radicato tra Secondigliano e i comuni limitrofi.

Obiettivo del blitz armato: due trasportatori provenienti dalla Calabria, incaricati di consegnare 20 chilogrammi di cocaina destinati a un altro sodalizio di peso, il clan Amato-Pagano, noto anche come “gli scissionisti”. Un carico milionario, dunque, sottratto con la forza in una dinamica che, per gli inquirenti, non rappresenta un episodio isolato ma si inserisce in una più ampia strategia di controllo dei traffici di stupefacenti.

La ricostruzione investigativa delinea un’azione studiata nei dettagli: individuazione dei corrieri, monitoraggio degli spostamenti, scelta del luogo dell’agguato nel territorio di Casavatore. Un’operazione che avrebbe richiesto una struttura organizzativa stabile, armi nella disponibilità del gruppo e una precisa catena di comando.

Le indagini tra intercettazioni e collaboratori di giustizia

L’inchiesta, sviluppata tra il 2024 e il 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri e coordinata dalla Dda di Napoli, si è avvalsa di attività tecniche mirate – intercettazioni e servizi di osservazione – che hanno consentito di ricostruire le fasi preparatorie ed esecutive della rapina.

A rafforzare il quadro indiziario sono state anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ascoltati nel corso delle indagini. I loro riscontri avrebbero permesso di individuare con precisione il luogo dell’assalto, di chiarirne il movente – riconducibile alla gestione delle rotte della cocaina – e di attribuire ruoli e responsabilità tra organizzatori e presunti esecutori materiali.

Gli inquirenti parlano di un episodio emblematico delle tensioni tra gruppi camorristici per il controllo del narcotraffico, settore che continua a rappresentare una delle principali fonti di finanziamento delle organizzazioni criminali attive nel Napoletano.

La misura cautelare e la presunzione di innocenza

Quella eseguita oggi è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, il provvedimento è impugnabile e le persone raggiunte dall’ordinanza sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Resta, tuttavia, il peso di un’indagine che riporta al centro dell’attenzione la capacità dei clan di riorganizzarsi e di colpirsi tra loro per il controllo delle partite di droga. Ventiquattro mesi dopo quella rapina, l’operazione di oggi prova a chiudere il cerchio su uno dei tanti capitoli della guerra silenziosa che attraversa l’area metropolitana di Napoli.

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