13 Ottobre 2026, martedì
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Cuore donato da Bolzano, sette indagati per la morte del piccolo Domenico

Una relazione provinciale mette in luce gravi criticità nel prelievo e nel trasporto dell’organo destinato al bimbo napoletano; la famiglia deposita nuove prove in Procura.

Durante l’intervento che avrebbe dovuto salvare la vita del piccolo Domenico, il cuore donato da un bambino altoatesino di appena quattro anni ha manifestato evidenti problemi, facendo emergere “significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli”. A renderlo noto è una relazione inviata il 18 febbraio scorso dal dipartimento di Prevenzione sanitaria e Salute della Provincia autonoma di Bolzano al ministero della Salute.

Il documento segnala diverse anomalie: la procedura chirurgica adottata non avrebbe seguito tutti i protocolli previsti, la dotazione tecnica si è rivelata incompleta — con un insufficiente approvvigionamento di materiale refrigerante — e sono emerse incertezze nella gestione dell’anticoagulazione tramite eparina.

Nel frattempo, le indagini della magistratura proseguono serrate. La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, insieme al suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, si è presentata negli uffici della Procura per depositare una registrazione audio di una conversazione con il cardiochirurgo che, lo scorso 23 dicembre 2025, ha impiantato al figlio il cuore proveniente da Bolzano. L’organo, giunto danneggiato nel capoluogo partenopeo, non ha potuto salvare il bambino, che è poi deceduto.

Il file audio è stato consegnato al sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che attualmente conta sette indagati tra medici e paramedici, accusati di omicidio colposo in concorso. Le indagini puntano ora a chiarire responsabilità precise nella catena di procedure che ha portato alla tragedia.

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