Non mangiava da giorni. Quando è stata uccisa, la piccola Alessandra aveva lo stomaco completamente vuoto. È uno dei passaggi più agghiaccianti emersi dall’autopsia eseguita al Policlinico Gemelli sui resti della bambina trovata senza vita a circa duecento metri dal corpo della madre all’interno di Villa Pamphili, il più grande parco pubblico della Capitale, divenuto improvvisamente teatro di un duplice mistero.
I medici legali parlano di deprivazione prolungata di cibo: non ore, ma giorni. Un elemento che non solo aggiunge crudeltà a una vicenda già insostenibile, ma contribuisce anche a ricostruire la sequenza temporale dei decessi. La donna, secondo le prime valutazioni, sarebbe morta cinque o sette giorni prima della figlia. Un lasso di tempo che apre scenari inquietanti: la bambina sarebbe rimasta sola, accanto al corpo della madre, in condizioni di totale abbandono.
Percossa e poi soffocata
L’esame autoptico ha inoltre evidenziato segni compatibili con percosse precedenti al soffocamento. Alessandra sarebbe stata picchiata e poi strangolata. Un’azione violenta, diretta, che presuppone la presenza di un adulto. Chi abbia compiuto il gesto è, ufficialmente, ancora ignoto. Ma nelle ultime ore si rincorrono voci sempre più insistenti su una possibile identificazione.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, sia la madre sia la bambina avrebbero un nome, anche se manca ancora l’ufficialità da parte degli inquirenti. Si tratterebbe di cittadine statunitensi; la donna avrebbe 29 anni. Identificato anche l’uomo che sarebbe stato visto con loro nei giorni precedenti al ritrovamento dei corpi. Sempre secondo il quotidiano romano, l’uomo sarebbe già fuggito all’estero.
Un’eventualità che ha spinto la Polizia italiana ad attivare i canali internazionali, informando l’Interpol per avviare le ricerche oltreconfine. Gli investigatori non escludono che possa essere lui il responsabile dell’omicidio della bambina e dell’occultamento del cadavere della donna, il cui corpo era stato coperto con un telo da campeggio.
Il filo delle indagini tra segnalazioni e volontariato
Sul fronte investigativo, il riserbo è assoluto. Nessuna conferma ufficiale, nessuna dichiarazione che possa compromettere una fase considerata cruciale. Tuttavia, alcune indiscrezioni delineano possibili snodi decisivi.
Una pista porterebbe a una segnalazione giunta alla trasmissione Chi l’ha visto?: un telespettatore avrebbe riferito di una lite tra un uomo e una donna non lontano da Villa Pamphili. Le forze dell’ordine sarebbero intervenute identificando i due. Secondo questa ricostruzione, la donna coinvolta sarebbe proprio la vittima.
Un’altra ipotesi lega invece l’identificazione a un’associazione benefica che avrebbe fornito alla giovane madre la tenda da campeggio. L’ente, come prassi, registrerebbe i nominativi delle persone assistite. Da lì, attraverso controlli incrociati, si sarebbe risaliti all’identità.
Un parco, due corpi, molte ombre
Resta una vicenda ancora largamente da chiarire. Le certezze, al momento, sono poche e dolorose: una madre morta, una bambina lasciata senza cibo e poi uccisa, un uomo in fuga. Sullo sfondo, uno dei luoghi simbolo della città trasformato in scena del crimine.
La verità giudiziaria è ancora tutta da scrivere. Ma i primi elementi emersi raccontano già una storia di abbandono e violenza che interroga non solo chi indaga, ma un intero Paese.
