29 Giugno 2026, lunedì
HomeItaliaPoliticaEnergia, l’affondo di Corrado (Pd): “Bollette più care d’Europa, mentre i colossi...

Energia, l’affondo di Corrado (Pd): “Bollette più care d’Europa, mentre i colossi macinano utili”

L’eurodeputata dem punta il dito contro il governo alla vigilia del decreto: margini record per il termoelettrico, ritardi sulle indagini ARERA e famiglie ancora schiacciate dai costi. “Tre anni e mezzo di promesse su un dossier strategico per il Paese”.

Mentre a Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ricorda che l’Europa ha pagato l’elettricità in media oltre 100 euro al megawattora a causa della dipendenza dai combustibili fossili — a fronte di un costo del solare attestato attorno ai 34 euro/MWh — in Italia le bollette continuano a correre più che altrove. E a correre, secondo il Partito democratico, sono anche i margini dei grandi operatori energetici.

È un atto d’accusa netto quello che Annalisa Corrado, responsabile Ambiente del Pd ed europarlamentare, affida a una nota diffusa alla vigilia dell’annunciata discussione in Consiglio dei ministri del decreto energia. Un provvedimento atteso “da mesi e mesi”, sottolinea l’esponente dem, mentre famiglie e imprese restano esposte a tariffe tra le più alte del continente.

Margini record e mercato sotto osservazione

Il punto più critico, secondo Corrado, riguarda l’andamento dei margini di generazione termoelettrica, il cosiddetto clean spark spread, indicatore che misura la redditività degli impianti a gas al netto dei costi di combustibile e CO₂. I dati relativi all’ultimo trimestre e alla prima parte di febbraio, sostiene l’eurodeputata, sarebbero “a dir poco allarmanti”: livelli medi che il mese scorso avrebbero eguagliato quelli registrati durante la fase più acuta della crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, con valori doppi rispetto allo scorso anno.

In altre parole, mentre il prezzo finale continua a pesare sui bilanci domestici e aziendali, la generazione termoelettrica vedrebbe crescere i propri margini in misura significativa. Un cortocircuito che, per il Pd, chiama in causa non solo le dinamiche di mercato ma anche la vigilanza regolatoria.

Corrado richiama infatti l’attenzione sulla seconda fase dell’indagine sui mercati di dispacciamento e bilanciamento promessa dal precedente collegio di ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ma mai pubblicata. Un passaggio ritenuto cruciale per fare piena luce sui meccanismi che determinano i prezzi all’ingrosso e, a cascata, le bollette.

Decreto atteso e nodo strategico

Sul tavolo del governo arriva ora il decreto energia, annunciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Per l’opposizione si tratta di un intervento tardivo rispetto a una situazione che, nelle parole di Corrado, vede il Paese “alla canna del gas, in tutti i sensi”.

L’energia, osserva l’europarlamentare dem, è una questione “strategica” non solo sotto il profilo ambientale ma anche economico e geopolitico: incide sulla competitività delle imprese, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sul potere d’acquisto delle famiglie. Eppure, accusa, negli ultimi tre anni e mezzo si sarebbero susseguiti “promesse e contentini” senza una riforma strutturale del sistema.

Nel mirino finiscono implicitamente sia la lentezza nel promuovere le rinnovabili — che a livello europeo mostrano costi ormai inferiori rispetto alle fonti fossili — sia l’assenza di interventi incisivi per correggere le distorsioni del mercato elettrico nazionale.

Lo scontro politico

La nota si chiude con una stoccata politica che allarga il campo oltre il dossier energia. Secondo Corrado, il governo preferirebbe concentrarsi su altre battaglie identitarie, trascurando la priorità di un tema che tocca direttamente il portafoglio di milioni di italiani.

Il confronto si preannuncia acceso. Da un lato l’esecutivo, chiamato a dimostrare che il decreto in arrivo saprà alleggerire il peso delle bollette e rafforzare la sicurezza energetica; dall’altro l’opposizione, pronta a contestare ritardi e scelte ritenute insufficienti. Sullo sfondo, un dato che resta politico prima ancora che tecnico: il costo dell’energia continua a essere uno dei principali fattori di pressione sull’economia nazionale. E il tempo, in questo caso, non è una variabile neutra.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti