La linea del Comitato olimpico internazionale è netta e senza ambiguità: le proteste rientrano nel perimetro della libertà di espressione, la violenza no. All’indomani delle manifestazioni e degli scontri avvenuti a Milano, in piena fase di avvicinamento ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, il Cio interviene per ribadire i propri valori fondanti e per smorzare polemiche e allarmi.
«Le proteste legittime sono consentite, ma la violenza non ha alcun posto nei Giochi olimpici», ha dichiarato il portavoce del Cio, Mark Adams, nel corso di una conferenza stampa al Main Media Center di Milano. «È necessario andare avanti con i Giochi, che hanno il compito di diffondere unità e pace in tutto il mondo, un messaggio quanto mai importante in questo momento storico», ha aggiunto, chiudendo a ulteriori commenti.
Nel suo intervento Adams ha anche voluto fare chiarezza su uno dei punti più controversi emersi nelle ultime ore, smentendo con decisione le voci circolate sulla presunta presenza a Milano di agenti dell’Ice: «Vorrei dirlo a chiare lettere: l’Ice non è a Milano. Non ci sono agenti dell’Ice in città. Si tratta di una situazione che è stata ampiamente esagerata».
Sulla stessa linea il comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026. A prendere la parola è stato Luca Casassa, Games Operations Communications Director, che ha richiamato i principi olimpici come bussola anche nei momenti di tensione: «Esattamente come i valori del Cio, riteniamo che lo sport sia uno spazio di dialogo e confronto. Un confronto che deve essere sempre rispettoso e positivo. Tutto ciò che sfocia nella violenza non appartiene a questo mondo».
Casassa ha quindi sottolineato il lavoro svolto sul fronte della sicurezza, ringraziando apertamente le forze dell’ordine: «C’è un dialogo continuo con le autorità, alle quali è affidata la gestione della sicurezza. Il loro ruolo è fondamentale».
Infine, un chiarimento anche su un altro episodio finito al centro del dibattito pubblico, il furto di materiale ai danni della squadra israeliana: «Si tratta di un fatto avvenuto prima dell’inizio dei Giochi e che non rientra nelle competenze del comitato organizzatore».
Un intervento a più voci che mira a riportare il confronto su un piano istituzionale e a difendere l’immagine dei Giochi, mentre Milano-Cortina 2026 continua il suo percorso tra grandi aspettative internazionali e un contesto sociale e politico sempre più complesso.
