Una visita breve, intensa e carica di umanità quella di Sergio Mattarella all’ospedale Niguarda di Milano, dove si trovano ricoverati otto dei ragazzi rimasti gravemente feriti nella strage di Capodanno a Crans-Montana. Il Presidente della Repubblica ha incontrato medici e familiari, portando un messaggio chiaro: “Devono farcela. Dobbiamo riconsegnare loro una vita piena”.
Mattarella ha espresso gratitudine al personale sanitario: “Ringrazio voi per ciò che fate abitualmente e per ciò che avete fatto in questa circostanza”, parole che hanno sottolineato il riconoscimento istituzionale e umano verso chi ogni giorno si prende cura dei più vulnerabili. Dopo gli incontri con le famiglie e i medici, il capo dello Stato ha percorso i reparti, soffermandosi anche con alcuni dei giovani del centro ustioni, interessandosi in dettaglio al loro decorso. L’intera visita è durata circa quaranta minuti, ma il suo impatto resterà ben oltre questo breve arco di tempo.
“È stata una sorpresa e una gioia per i genitori, felicissimi e profondamente commossi”, ha commentato Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia. “Chi conosce l’umanità del Presidente sa quanto la sua presenza significhi. Le famiglie sono rimaste molto colpite dalle sue parole e dalla sua attenzione. È stato un momento importante, significativo, che rimarrà nella storia di questo ospedale.”
Bertolaso ha aggiunto che il decorso dei ragazzi procede positivamente, seguendo le previsioni dei medici: “Tutto procede come noi speravamo. La visita del Presidente ha portato speranza, forza e conforto a chi sta lottando per tornare alla vita di sempre”.
Con questo gesto, Mattarella ha trasformato una semplice visita istituzionale in un simbolo di vicinanza e umanità: un messaggio chiaro che va oltre i corridoi di Niguarda, fino alle famiglie, alla città e a tutta la nazione.
