15 Agosto 2026, sabato
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Trump annuncia una tregua “umanitaria” di una settimana: «Putin ha accettato di fermare gli attacchi per il gelo»

Guerra in Ucraina

Una tregua temporanea, motivata dall’emergenza climatica, mentre il fronte diplomatico continua a muoversi. Donald Trump ha dichiarato di aver ottenuto da Vladimir Putin l’impegno a sospendere per una settimana gli attacchi contro Kiev e le principali città ucraine, a fronte di un’ondata di freddo eccezionale che sta investendo il Paese. «Su mia richiesta, a causa del gelo record», ha precisato il presidente degli Stati Uniti nel corso di una riunione di gabinetto alla Casa Bianca, sottolineando che il leader del Cremlino «ha accettato».

«Ho chiesto a Putin di non sparare su Kiev e sulle città ucraine per una settimana — ha ribadito Trump — ed è stata un’ottima cosa. Gli ucraini quasi non ci credevano». Secondo le previsioni meteorologiche, in alcune aree dell’Ucraina le temperature potrebbero scendere fino a meno 30 gradi, aggravando una situazione già critica sul piano umanitario ed energetico.

La pausa delle ostilità si inserisce in una fase che l’amministrazione americana descrive come delicata ma promettente sul piano negoziale. Un nuovo incontro trilaterale è stato rinviato alla prossima settimana, ma Trump e il suo entourage continuano a mostrare ottimismo sulla possibilità di arrivare a una svolta diplomatica. «Siamo molto vicini alla pace», è il messaggio che filtra dalla Casa Bianca.

Allarme freddo estremo e rete energetica sotto pressione

Intanto, in Ucraina è massima allerta per il freddo. Il Centro idrometeorologico ucraino ha avvertito che tra il 1° e il 3 febbraio sono attese temperature notturne comprese tra i -20 e i -27 gradi, con punte fino a -30 in alcune regioni. Un’ondata di gelo che colpisce un Paese già provato da mesi di bombardamenti sulle infrastrutture energetiche.

La rete elettrica e del riscaldamento è stata gravemente danneggiata dai raid aerei russi, che hanno colpito centrali, trasformatori e impianti del gas. Le conseguenze sono interruzioni diffuse di corrente e riscaldamento, soprattutto nelle grandi città. A Kiev, fino a metà della capitale è rimasta a tratti senza servizi essenziali; situazioni analoghe si registrano a Kharkiv, Odessa e Dnipro. Le autorità hanno avviato lavori di emergenza e aperto centri di accoglienza riscaldati, ma il comune di Kiev segnala che 613 edifici sono ancora privi di riscaldamento.

Trump: «Ce la faremo»

Sul piano politico, il presidente statunitense ha ribadito la fiducia nel lavoro del suo inviato speciale Steve Witkoff e del genero Jared Kushner, entrambi impegnati nei contatti diplomatici. «Stanno lavorando molto duramente — ha detto Trump — e penso che ce la faremo. Abbiamo messo fine a otto guerre e credo che un’altra stia per finire».

A rafforzare questa lettura è stato lo stesso Witkoff, intervenuto alla riunione di gabinetto. «Abbiamo fatto molti progressi», ha affermato, annunciando che i colloqui riprenderanno «tra circa una settimana» e che «molte cose positive stanno accadendo tra le parti, soprattutto sui nodi territoriali».

La tregua legata al gelo, se confermata sul terreno, potrebbe offrire una breve finestra di respiro alla popolazione civile e, al tempo stesso, uno spazio politico per rilanciare il dialogo. Resta però da capire se lo stop annunciato avrà effetti concreti e se potrà trasformarsi in qualcosa di più duraturo, oltre l’emergenza del freddo estremo.

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