29 Gennaio 2026, giovedì
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Oro senza freni sopra i 5.500 dollari, mercati cauti tra Iran e Fed. Milano in controtendenza

Tensioni geopolitiche e banche centrali sotto osservazione: l’oro vola, le Borse europee procedono in ordine sparso

L’avvio di seduta sui mercati finanziari è scandito da due fattori chiave: l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Sullo sfondo, le parole del presidente statunitense Donald Trump, che non esclude un attacco contro l’Iran in assenza di un accordo sul nucleare, continuano ad alimentare l’incertezza geopolitica. Una variabile che spinge gli investitori verso i beni rifugio e sostiene la corsa dell’oro, protagonista assoluto di questa fase.

Il metallo prezioso aggiorna infatti i massimi storici: il prezzo spot ha superato quota 5.500 dollari l’oncia, arrivando a sfiorare i 5.600 dollari, in un rally che appare tutt’altro che esaurito. Un segnale chiaro della ricerca di protezione da parte dei mercati, nonostante Wall Street mostri una sorprendente capacità di assorbire le tensioni internazionali.

Europa a due velocità

Le Borse europee aprono la giornata in ordine sparso. Piazza Affari si distingue con un rialzo dello 0,32%, mentre Francoforte arretra dello 0,37%. Positiva Parigi (+0,60%), seguita da Londra (+0,41%) e Madrid (+0,05%). L’atteggiamento degli investitori resta prudente, ma senza segnali di panico: le tensioni sull’Iran, almeno per ora, non innescano vendite generalizzate.

In Asia, la seduta si chiude senza scossoni. Tokyo termina praticamente invariata, con il Nikkei fermo a 53.375 punti. Seul avanza dello 0,98%, mentre Taipei e Sydney cedono rispettivamente lo 0,82% e lo 0,07%. In progresso anche Hong Kong, con l’Hang Seng in rialzo dello 0,37%. Positivi i future di Wall Street, a conferma di un clima che resta costruttivo oltre Atlantico.

Fed immobile, mercati rassicurati

Come ampiamente previsto, la Federal Reserve lascia invariati i tassi di interesse nel range 3,5%-3,75%. Nessuna sorpresa, dunque, ma l’attenzione ora si sposta sul dibattito interno al board e sulle prossime mosse dell’istituto centrale. Il presidente Jerome Powell ha ribadito la solidità e l’indipendenza della Fed, allontanando i timori di pressioni politiche sulle decisioni di politica monetaria.

Wall Street ha archiviato la seduta precedente senza grandi variazioni, con l’S&P 500 che ha toccato per la prima volta la soglia dei 7.000 punti: un livello simbolico che suggerisce come il mercato abbia già in parte scontato anche un possibile intervento militare statunitense in Iran. Intanto prosegue la stagione delle trimestrali: dopo i conti di Meta, Microsoft e Tesla, oggi è attesa Apple.

Materie prime e Piazza Affari

Sul fronte delle commodity, oltre all’oro brilla anche l’argento, che si mantiene sui massimi a 118,17 dollari (+1,6%). In rialzo il petrolio, con il Wti a 64,25 dollari al barile (+0,9%). Il dollaro resta debole: l’euro scambia a 1,1985 contro il biglietto verde.

A Milano si mettono in evidenza alcuni titoli industriali e consumer. StMicroelectronics guida i rialzi con un progresso del 3,5% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Bene anche Campari (+3,3%) e Saipem (+3,2%), quest’ultima sostenuta dal buon andamento del comparto energetico. Lo spread Btp-Bund apre stabile a 60 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,44%.

In un contesto globale dominato da incertezze geopolitiche e attese sulle banche centrali, i mercati mostrano nervi saldi. Ma la corsa dell’oro segnala che la prudenza, per ora, resta la strategia dominante.

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