La malasorte torna a bussare alla porta di Lorenzo Musetti e lo fa nel modo più crudele, nel cuore di un match che avrebbe potuto cambiare il suo percorso e, forse, la storia recente del tennis italiano. Agli Australian Open il talento toscano è costretto al ritiro nei quarti di finale contro Novak Djokovic, dopo aver giocato due set di altissimo livello ed essere salito in vantaggio 6-4, 6-3. Sul punteggio di 3-1 per il serbo nel terzo parziale, un problema alla gamba lo obbliga ad alzare bandiera bianca, consegnando a “Nole” un pass per la semifinale.
Fino a quel momento, la Rod Laver Arena aveva assistito a una delle migliori versioni di Musetti mai viste in uno Slam. Lucido, creativo, aggressivo al punto giusto, l’azzurro aveva imbrigliato Djokovic con un tennis vario e di grande ritmo, togliendogli certezze e tempo. Il primo set, vinto 6-4, è stato un manifesto del suo talento: rovesci vellutati, cambi di ritmo continui e una gestione impeccabile dei momenti chiave. Nel secondo, chiuso 6-3, il copione non è cambiato, con il serbo incapace di trovare contromisure efficaci.
Il match, però, si è spezzato all’inizio del terzo set. Prima le vesciche a un piede, poi un movimento sbagliato e la richiesta del medical timeout: segnali chiari di un corpo che non risponde più. Musetti ha provato a stringere i denti, ma il dolore è diventato presto insostenibile. Sotto 3-1, la decisione inevitabile: fermarsi. Il tabellone segnerà il ritiro sul punteggio di 6-4, 6-3, 1-3, ma resterà l’amaro di una partita che raccontava tutt’altra storia.
Per il 21enne toscano è l’ennesimo stop doloroso in un torneo del Grande Slam. Il parallelo con il Roland Garros, dove si era ritirato in semifinale contro Carlos Alcaraz, è inevitabile e alimenta la sensazione di una sorta di maledizione che continua a colpirlo nei momenti più alti del suo percorso. Djokovic, invece, avanza fortunosamente in semifinale, dove affronterà uno tra Jannik Sinner, testa di serie numero 2, e Ben Shelton, numero 8 del seeding.
Tabellone femminile
Nel torneo femminile la giornata regala meno pathos negativo ma non mancano le sorprese. Nel derby statunitense Amanda Anisimova (4) cade contro Jessica Pegula (6), che si impone 6-2, 7-6 ribaltando i pronostici. Colpo di scena anche nel big match tra Elena Rybakina (5) e Iga Świątek (2): la kazaka alza il livello dopo un primo set equilibrato e domina il secondo, chiudendo 7-5, 6-1 ed eliminando la numero due del mondo.
Definite così le semifinali: Aryna Sabalenka (1) sfiderà Elina Svitolina (12), mentre dall’altra parte del tabellone Rybakina affronterà Pegula, in un incrocio che promette equilibrio e spettacolo.
