Le Borse europee aprono la seduta all’insegna della cautela, con un quadro complessivamente debole ma senza scossoni, mentre Piazza Affari si muove in leggero territorio negativo e l’Eurolandia cresce con moderazione. Gli investitori restano alla finestra in vista dei segnali di politica monetaria in arrivo dalle principali banche centrali, in un contesto ancora segnato da incertezze macroeconomiche e valutazioni selettive sui titoli.
L’avvio è interlocutorio per i listini del Vecchio Continente: Londra e Francoforte oscillano intorno alla parità, Milano arretra di qualche decimale, mentre Parigi scivola con decisione. A zavorrare il CAC 40 è soprattutto il comparto del lusso, messo sotto pressione dai conti diffusi dal colosso LVMH. Il titolo cede oltre il 7% e trascina al ribasso l’intero settore, confermando come i risultati societari restino un fattore chiave nell’orientare il sentiment di mercato.
L’attenzione principale della giornata è però rivolta agli Stati Uniti. In serata è attesa la prima riunione dell’anno della Federal Reserve, che dovrebbe confermare i tassi di interesse invariati. Più che la decisione in sé, i mercati guardano alle parole del presidente Jerome Powell, alla ricerca di indicazioni sulla traiettoria futura della politica monetaria. Sullo sfondo pesano anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che martedì ha annunciato l’imminente scelta del nuovo numero uno della Fed, assicurando che sotto la nuova leadership i tassi scenderanno.
In Europa, il dibattito sui tassi resta aperto. Il governatore della banca centrale austriaca e membro del Consiglio direttivo della BCE, Martin Kocher, ha dichiarato al Financial Times che Francoforte potrebbe dover valutare un ulteriore taglio del costo del denaro qualora un rafforzamento dell’euro finisse per esercitare pressioni al ribasso sull’inflazione.
Sul fronte dei cambi, l’euro arretra lievemente contro il dollaro, cedendo lo 0,31%. Deciso invece il movimento dell’oro, protagonista di una seduta euforica con un balzo del 2,27%, segnale di una rinnovata ricerca di beni rifugio. Poco mossi i prezzi del petrolio: il Wti (Light Sweet Crude Oil) resta sui livelli della vigilia, a 62,44 dollari al barile.
In lieve aumento lo spread tra Btp e Bund, che si porta a 59 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,44%. Un segnale di stabilità relativa sul fronte del debito sovrano, nonostante la prudenza che caratterizza i mercati azionari.
Nel dettaglio dei listini europei, Francoforte non mostra variazioni significative, Londra resta sostanzialmente invariata, mentre Parigi arretra dello 0,78%, penalizzata dalle vendite sul lusso. A Milano il FTSE Mib scende dello 0,31% a 45.299 punti; sulla stessa linea il FTSE Italia All-Share, a 48.119 punti. Meglio i segmenti a media e piccola capitalizzazione: il FTSE Italia Mid Cap consolida (+0,08%) e il FTSE Italia Star si porta poco sopra la parità (+0,39%).
Tra le blue chip di Piazza Affari spicca STMicroelectronics, in forte rialzo (+4,01%), seguita da Amplifon (+0,89%), Prysmian (+0,87%) e Fincantieri (+0,78%). Sul versante opposto, pesano ancora le vendite sul lusso: Moncler cede il 3,42%, Brunello Cucinelli l’1,65%. In calo anche Lottomatica (-1,35%) e Banca Popolare di Sondrio (-1,28%).
Nel paniere Mid Cap si mettono in evidenza Interpump (+4,71%), Technoprobe (+1,77%), Piaggio (+1,08%) ed ENAV (+1,04%). Seduta invece difficile per Ferragamo, che affonda del 7,84%, e per Safilo (-3,99%). Deboli anche Avio (-1,48%) e Philogen (-1,40%).
Sul fronte macroeconomico, l’agenda dei prossimi giorni offre diversi spunti. Oggi dagli Stati Uniti sono attesi i dati settimanali sulle scorte di petrolio. Giovedì l’attenzione si sposterà sull’Europa, con le vendite al dettaglio in Spagna, gli aggregati monetari M3 dell’Eurozona e una serie di indicatori di fiducia di imprese, consumatori ed economia. In Italia riflettori puntati sul fatturato dell’industria, un dato chiave per valutare lo stato di salute del tessuto produttivo.
