Waters e le proteste italiane: “Meloni è la vostra Mussolini”
Roger Waters, icona mondiale del rock e cofondatore dei leggendari Pink Floyd, torna a far parlare di sé. Non per la musica, ma per le sue dichiarazioni politiche: in un’intervista al Fatto Quotidiano, l’artista britannico ha commentato le proteste pro-Palestina a Genova e Roma, e non ha risparmiato critiche alla politica italiana.
“Ho seguito le proteste pro-Palestina e ne ho preso parte a distanza – spiega Waters –. Mi incoraggia pensare che, se serve, potremmo ribellarci a Mussolini… di nuovo. In Italia c’è una donna che si chiama Meloni, no? Beh, Meloni è la vostra Mussolini”. Una frase netta, che conferma lo stile diretto e provocatorio dell’artista, sempre pronto a denunciare ciò che considera derive autoritarie.
Una mappa globale dei nuovi “Duci”
Secondo Waters, Meloni non è un caso isolato. “Questi leader autoritari sono ovunque – dice –. Bolsonaro in Brasile, Trump negli Stati Uniti, e perfino Starmer e Farage nel mio Paese, il Regno Unito”. Un quadro che, per Waters, mette in evidenza come il fascismo moderno possa assumere molteplici forme e colori politici, ma con lo stesso filo conduttore: la concentrazione del potere e la compressione delle libertà civili.
La guerra come affare globale
Non solo politica interna: Waters critica anche le dinamiche internazionali. “I nostri governi ci stanno preparando alla guerra – spiega –. È conveniente per i loro padroni americani, che possiedono la maggior parte delle fabbriche di armi. Ma anche Israele e Germania traggono vantaggio dai conflitti. La guerra diventa così un business”.
Per l’ex Pink Floyd, i governi manipolano temi sociali come l’immigrazione per distrarre i cittadini dai veri interessi in gioco. “Gli americani dicono che dobbiamo destinare il 5% del Pil alla guerra. Così facendo, la vita della gente peggiora: niente istruzione, sanità e servizi sociali, solo miseria e conflitti”, denuncia Waters.
Chi è Roger Waters: tra musica e impegno civile
Per comprendere meglio le parole di Waters, è utile ricordare chi è: nato nel 1943 in Inghilterra, è cofondatore dei Pink Floyd, gruppo che ha rivoluzionato la musica con capolavori come The Dark Side of the Moon e The Wall. Ma Waters non è solo un artista: da decenni è impegnato politicamente, dalla difesa dei diritti umani alle battaglie a favore della Palestina. Le sue posizioni non sono il frutto di fanatismo, ma di un’attenta osservazione della realtà globale e della politica internazionale.
Provocazione e riflessione
Le dichiarazioni dell’ex Pink Floyd arrivano in un momento di crescente tensione internazionale e nazionale. Tra critica sociale e provocazione artistica, Waters conferma il ruolo che da sempre ricopre: quello di artista civile, capace di trasformare musica e notorietà in strumenti di denuncia e riflessione politica.
