4 Ottobre 2026, domenica
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Franzoni re di Kitzbühel: capolavoro sulla Streif, l’Italia trionfa nel tempio della discesa

Coppa del Mondo di sci alpino, impresa azzurra sulla pista più temuta: Franzoni doma la Streif e firma una vittoria storica davanti a Odermatt

La Streif si colora d’azzurro e si inchina a Giovanni Franzoni. Dopo Wengen, il 22enne bresciano conquista anche Kitzbühel, il santuario assoluto della discesa libera, firmando un’impresa destinata a entrare nella storia dello sci italiano. Un successo di prestigio enorme, costruito con coraggio, lucidità e una seconda parte di gara semplicemente perfetta, che gli vale la seconda vittoria in Coppa del Mondo e il quarto podio in poco più di un mese.

Franzoni chiude la sua prova in 1’52”31, un tempo che resiste all’assalto dei grandi favoriti e che nemmeno Marco Odermatt, dominatore del circuito, riesce a scalfire. Lo svizzero deve accontentarsi del secondo posto a soli 7 centesimi, visibilmente deluso al traguardo per una vittoria sfumata sul filo. Completa il podio il francese Maxence Muzaton, vera sorpresa di giornata: partito con il pettorale 29, vola nella parte centrale della pista e chiude terzo a 39 centesimi, regalando brividi fino all’ultimo.

La gara di Franzoni non è priva di rischi: qualche sbavatura nella parte alta, affrontata con intelligenza e senza forzare oltre il limite. Ma è nella seconda metà della Streif che l’azzurro fa la differenza, disegnando traiettorie pulite, mantenendo una velocità impressionante e dimostrando una maturità tecnica da veterano. Un mix di talento e freddezza che gli consente di domare una delle piste più difficili e selettive del Circo Bianco.

Sfuma per un soffio il doppio podio italiano. Florian Schieder chiude quarto a 67 centesimi, superato proprio da Muzaton nelle ultime battute, ma conferma solidità e continuità ad altissimo livello. Alle sue spalle Alexis Allegre e Niels Hintermann, staccati di pochi centesimi. Buona anche la prova di Dominik Paris, settimo a 93 centesimi, in una top ten che parla ancora italiano: sono quattro gli azzurri tra i primi dieci, con Schieder, Franzoni, Paris e Mattia Casse. Più indietro Hrobat, Monsen e Casse, mentre deludono i padroni di casa: Vincent Kriechmayr chiude undicesimo, Franjo von Allmen tredicesimo. Qualche difficoltà anche per Christof Innerhofer, che sfiora la top 20.

Il successo di Kitzbühel ha un valore speciale anche sul piano umano. Franzoni dedica la vittoria al compianto Matteo Franzoso, confermando il forte legame emotivo che accompagna questa fase straordinaria della sua carriera. Dopo Wengen, un altro gigante dello sci alpino cade sotto i suoi sci, consacrandolo definitivamente tra i protagonisti della velocità mondiale.

In chiave di classifica, Odermatt manca il colpo sulla Streif ma consolida il primato nella Coppa di specialità di discesa: con 460 punti guida davanti a von Allmen (300) e alla coppia Franzoni-Paris (216). Lo svizzero è ormai irraggiungibile anche nella Coppa del Mondo generale, con 1.285 punti, più del doppio rispetto a Braathen (618) e McGrath (578). Franzoni sale a quota 456 ed è nono assoluto, miglior italiano del circuito.

A Kitzbühel, però, il protagonista assoluto è lui. Giovanni Franzoni ha scritto una pagina memorabile dello sci azzurro, trasformando la Streif da incubo a capolavoro. E il tricolore, ancora una volta, sventola nel cuore dell’Austria.

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