15 Febbraio 2026, domenica
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Rogo del Constellation, la difesa di Moretti: “Per il Comune quella schiuma non era un pericolo”

L’avvocato dell’imprenditore detenuto a Sion interviene dopo mesi di polemiche: “Materiale visibile durante i controlli, mai segnalato come rischioso. Troppe falsità fin dall’inizio dell’inchiesta”

La schiuma fonoassorbente indicata come una delle cause dell’incendio che devastò il locale Constellation di Crans-Montana, causando la morte di 40 giovani, non era considerata pericolosa dalle autorità comunali né dai responsabili della sicurezza che effettuarono i controlli. A sostenerlo è Patrick Michod, avvocato di Jacques Moretti, proprietario del locale, attualmente in carcere a Sion con l’accusa di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

In un’intervista trasmessa dalla RSI, la radiotelevisione svizzera di lingua italiana, il legale ha chiarito che il materiale fonoassorbente “era ben visibile durante le ispezioni del Comune, non era nascosto”. Proprio per questo, sottolinea Michod, “anche le persone incaricate dei controlli di sicurezza non hanno mai rilevato un pericolo specifico legato a quelle schiume”.

Un punto centrale della difesa riguarda la consapevolezza dell’imprenditore. Secondo l’avvocato, Moretti non sapeva che quel materiale fosse infiammabile. “Se lo avesse saputo – afferma – avrebbe accettato volontariamente un rischio, e questo non corrisponde alla realtà”. Una precisazione che mira a escludere l’ipotesi di una condotta imprudente o consapevolmente pericolosa da parte del proprietario del locale.

Michod denuncia inoltre la diffusione di notizie inesatte sin dalle prime fasi dell’indagine. “Dall’inizio di questa vicenda sono circolate molte informazioni, spesso false. Abbiamo ritenuto necessario intervenire per rettificare alcuni elementi, affinché l’inchiesta possa proseguire serenamente”. Tra le voci smentite, quella secondo cui Jessica Moretti sarebbe fuggita con l’incasso, o l’ipotesi di finanziamenti in contanti per l’acquisto di immobili: “Tutto questo è ovviamente falso”, ribadisce il legale.

Quanto al passato giudiziario di Jacques Moretti – condannato nel 2008 per sfruttamento della prostituzione e multato nel 2016 per l’impiego di lavoratori in nero – l’avvocato invita a separare nettamente i piani. “Quello che è stato è stato, non lo possiamo cambiare. Ma si tratta di una fase di vita diversa rispetto a quella intrapresa dal mio cliente da quando si è stabilito a Crans-Montana. In ogni caso, questi precedenti non hanno alcuna rilevanza per l’indagine sull’incendio”.

Parole che riaccendono il dibattito su una tragedia che ha segnato profondamente la comunità e che, a distanza di tempo, continua a interrogare magistratura e opinione pubblica sulle responsabilità, sui controlli e sulle falle di un sistema di sicurezza rivelatosi tragicamente insufficiente.

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