“La memoria del cuore”: il nuovo libro di Marilù S. Manzini, vincitore della XII edizione del Premio Zanibelli 2024, è molto più di un’opera narrativa. È un attraversamento profondo dell’animo umano, un’indagine sui sentimenti che abitano le zone più intime e spesso rimosse della coscienza. Un viaggio nell’anima, alla ricerca di una salvezza possibile.
Ma che cosa significa davvero “memoria del cuore”?
Secondo Manzini, ogni essere umano possiede una memoria che va oltre quella razionale: una memoria emotiva, silenziosa, che conserva sentimenti autentici, talvolta dolorosi, spesso rimossi perché difficili da affrontare. Emozioni che riaffiorano all’improvviso o restano rannicchiate dentro di noi, in attesa di essere riconosciute.
Nel libro, l’autrice esplora proprio questa dimensione invisibile: la memoria dei sentimenti più profondi, quelli che non sempre vogliamo ricordare ma che continuano a vivere nel nostro cuore. Attraverso un’attenta analisi, Manzini accompagna il lettore in un percorso che mette in discussione il confine tra ciò che definiamo “reale” e ciò che etichettiamo come “pazzia”, suggerendo che proprio ciò che appare irrisolto o disturbante possa rivelarsi una chiave di comprensione e, forse, di guarigione.
Per indagare gli spazi complessi della mente umana, la scrittrice si affida anche a un lavoro di ascolto e di interviste, dando voce a chi la vita non è riuscito ad accettarla fino in fondo: persone fragili, sensibili, in cerca di risposte che il sistema sociale spesso non sa offrire. Sono i “senza pelle”, individui che, per eccesso di sensibilità o ingenuità, non sono stati compresi e che finiscono per intraprendere un percorso di cura all’interno di una struttura psichiatrica privata. Ognuno con la propria storia, il proprio martirio, la propria ferita.
L’impatto del libro è forte e non lascia indifferenti. “La memoria del cuore” costringe chi legge a interrogarsi, a mettere in discussione certezze consolidate. Ogni scossone narrativo diventa un’apertura: uno sguardo nuovo su se stessi e sugli altri, una possibilità di liberazione per chi si sente imprigionato nella routine del proprio pensiero.
Scrittrice modenese che vive a Milano, Marilù S. Manzini è un’artista poliedrica che si occupa di arte, fotografia, scrittura e regia cinematografica. Con “La memoria del cuore”, edito da Piemme, firma il suo settimo libro, confermando un percorso artistico di grande coerenza e intensità. Tra i suoi successi precedenti figurano Io non chiedo permesso e Il quaderno nero dell’amore, che ha superato le 100 mila copie vendute ed è diventato anche un film, scritto e diretto dalla stessa Manzini. Le sue opere artistiche sono state esposte in Italia e all’estero, da Miami – nell’ambito di Art Basel al Mana Wynwood – a New York, presso la Unix Gallery.
La presentazione del libro è in programma venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 18, a Milano, presso il Teatro Franco Parenti – Sala Caffè Rouge (via Pier Lombardo 14). A dialogare con l’autrice saranno Marco Garavaglia e lo psichiatra Gaspare Palmieri. Le letture saranno affidate alla storica dell’arte Alessandra Bertolè Viale.
A chiudere l’incontro, un momento musicale: le canzoni di Gaspare Palmieri e Cristian Grassilli, autori del progetto Psicantria – psicopatologia cantata – accompagnate dal violoncello di Annalisa Di Leo, guideranno il pubblico in un’ulteriore esplorazione emotiva, verso la scoperta della propria memoria del cuore.
