Cani e gatti non sono più soltanto animali da compagnia, ma membri effettivi della famiglia. A confermarlo sono anche i numeri: secondo i dati Istat aggiornati a dicembre 2025, in Italia vivono circa 7 milioni di cani e oltre 7,5 milioni di gatti. I primi sono presenti nel 22,1% delle abitazioni, i secondi nel 17,4%. Un legame sempre più stretto che trova riconoscimento anche sul piano fiscale, grazie a una serie di agevolazioni confermate anche per il 2026.
Tra detrazioni Irpef e bonus dedicati agli over 65 con redditi medio-bassi, il quadro degli aiuti è articolato. Ecco cosa prevede la normativa e come orientarsi tra le diverse misure.
Detrazioni fiscali sulle spese veterinarie
Tutti i proprietari di animali domestici possono beneficiare della detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie sostenute per animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per attività sportive. Il meccanismo ricalca quello delle spese sanitarie per le persone: è prevista una franchigia di 129,11 euro e un tetto massimo di spesa pari a 550 euro.
In termini concreti, l’importo massimo recuperabile nella dichiarazione dei redditi si aggira intorno agli 80 euro. Una cifra contenuta, ma che rappresenta comunque un riconoscimento economico per chi sostiene costi spesso elevati per la salute dei propri animali.
Quali spese sono detraibili
La normativa delimita con precisione le spese ammesse alla detrazione. Rientrano nell’agevolazione:
- visite veterinarie, comprese quelle specialistiche;
- interventi chirurgici;
- esami diagnostici di laboratorio;
- acquisto di farmaci prescritti dal veterinario.
Restano invece escluse le spese per l’alimentazione, anche se specifica o terapeutica, così come gli accessori e i prodotti per la cura quotidiana.
Il bonus animali domestici: cos’è
Accanto alle detrazioni fiscali, esiste un’ulteriore misura destinata a una platea più ristretta. La legge di Bilancio 2024, approvata a fine 2023, ha infatti introdotto un bonus animali domestici rivolto ai proprietari con determinati requisiti anagrafici e reddituali.
Il decreto attuativo è arrivato nel marzo 2025, ma l’applicazione concreta della misura è demandata alle singole Regioni. Questo significa che modalità di accesso, tempistiche e importi possono variare a seconda del territorio di residenza. Per sapere se e come beneficiare del bonus, è quindi indispensabile consultare i bandi regionali di riferimento.
I requisiti da rispettare
Il fondo complessivo stanziato dal Governo ammonta a 750mila euro, ripartiti su tre anni, dal 2024 al 2026. Per accedere al bonus occorre soddisfare una serie di condizioni precise:
- residenza in Italia;
- età pari o superiore a 65 anni;
- Isee non superiore a 16.215 euro;
- animale domestico regolarmente registrato all’Anagrafe degli animali d’affezione;
- spese veterinarie sostenute con strumenti tracciabili e documentate da fatture o ricevute fiscali.
Il contributo è finalizzato a sostenere le spese sanitarie veterinarie e rappresenta una misura di supporto soprattutto per gli anziani, per i quali la compagnia di un animale può avere anche un importante valore sociale e psicologico.
Come orientarsi tra fisco e Regioni
In vista del 2026, dunque, i proprietari di cani e gatti possono contare su due binari distinti: da un lato le detrazioni fiscali, valide su tutto il territorio nazionale e gestite attraverso la dichiarazione dei redditi; dall’altro il bonus animali domestici, legato alle politiche regionali e riservato a specifiche fasce di popolazione.
Un sistema non sempre semplice, ma che testimonia una crescente attenzione istituzionale verso un fenomeno sociale ormai strutturale: quello delle famiglie allargate, in cui gli animali domestici occupano un posto sempre più centrale.
