Gli Oscar 2026 si annunciano come un’edizione destinata a entrare negli annali. Tra exploit clamorosi, conferme d’autore e assenze che fanno rumore, è Sinners – I peccatori di Ryan Coogler a catalizzare l’attenzione dell’Academy e dell’industria mondiale, stabilendo un record storico: 15 nomination, una in più rispetto al tetto massimo finora condiviso da Titanic, Eva contro Eva e La La Land.
Un risultato reso possibile anche dall’introduzione di una nuova categoria, il casting, che ha ampliato il perimetro delle candidature e segnato un passaggio simbolico nel modo in cui Hollywood riconosce il lavoro creativo dietro le quinte. Ma sarebbe riduttivo attribuire il trionfo di Sinners a un dettaglio regolamentare: il film di Coogler è, a tutti gli effetti, il fenomeno dell’anno.
“Sinners”, l’horror politico che riscrive la storia degli Oscar
Ispirato a un immaginario vampiresco innervato di blues, tensione sociale e memoria afroamericana, Sinners è un horror politico che ha saputo parlare a pubblici diversi senza rinunciare all’ambizione autoriale. Coogler concorre come miglior regista e miglior sceneggiatore originale, mentre Michael B. Jordan, impegnato in un doppio ruolo, ottiene la prima nomination della carriera come miglior attore protagonista.
Il film è candidato anche come miglior film e domina numerose categorie tecniche e artistiche, confermandosi come l’opera più trasversale e influente della stagione.
Paul Thomas Anderson insegue, ma resta alle spalle
Alle spalle del colosso Coogler si piazza Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che conquista 13 nomination (dodici secondo il computo tradizionale), confermandosi come uno dei titoli più solidi dell’anno. La complessa saga padre-figlio immaginata dal regista americano porta quasi l’intero cast in nomination:
Leonardo DiCaprio è candidato come miglior attore protagonista, mentre Sean Penn e Benicio del Toro si contendono la statuetta come non protagonisti.
Un risultato di peso, che tuttavia non basta a insidiare il dominio simbolico e numerico di Sinners.
“Marty Supreme”, l’evento pop che conquista l’Academy
Con nove nomination, Marty Supreme di Josh Safdie si afferma come il vero film-evento della stagione. Oltre alle candidature principali – miglior film, regia, sceneggiatura originale e miglior attore protagonista per Timothée Chalamet – il film ottiene riconoscimenti chiave nelle categorie tecniche, dal montaggio alla fotografia, fino al costume e production design.
A rafforzarne lo status contribuisce un dato industriale non trascurabile: con oltre 80 milioni di dollari incassati negli Stati Uniti, Marty Supreme è diventato il maggiore successo nordamericano nella storia di A24, con una corsa al box office già proiettata oltre i 100 milioni.
Joachim Trier e il cinema d’autore che convince Hollywood
Tra le sorprese più apprezzate c’è Sentimental Value di Joachim Trier, che ottiene sei nomination e si ritaglia un posto centrale nel panorama autoriale dell’anno. Candidato come miglior film, regia e sceneggiatura originale, il film colpisce soprattutto per la forza corale del cast:
Renate Reinsve, Elle Fanning, Inga Ibsdotter Lilleaas e Stellan Skarsgård entrano tutti nella rosa dei candidati, confermando il film come uno dei più raffinati e condivisi dalla critica internazionale.
Categorie attoriali: competizione serrata e pronostici aperti
Le categorie interpretative si annunciano tra le più combattute. Tra le attrici non protagoniste, la sfida vede contrapposte Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas (Sentimental Value) a Wunmi Mosaku (Sinners), Teyana Taylor (Una battaglia dopo l’altra) e Amy Madigan (Weapons).
Sul fronte maschile, Stellan Skarsgård se la gioca con nomi di peso come Sean Penn, Benicio Del Toro, Jacob Elordi e Delroy Lindo, in una cinquina che rende la categoria una delle più imprevedibili dell’edizione.
Italia fuori dai giochi: un’assenza che fa rumore
Se Hollywood festeggia, l’Italia osserva da lontano. Nessuna candidatura per il cinema nazionale agli Oscar 2026. Il cortometraggio animato Playing God di Matteo Burani e Arianna Gheller, dato inizialmente in corsa, non supera la selezione finale, mentre Familia di Francesco Costabile era già stato escluso dalla shortlist per il miglior film internazionale.
Un’assenza pesante, che riapre il dibattito sulla capacità del sistema cinematografico italiano di competere stabilmente sullo scenario globale.
I dieci film candidati come Miglior Film
Bugonia, F1, Frankenstein, Hamnet, Marty Supreme, One Battle After Another, L’agente segreto, Sentimental Value, Sinners, Train Dreams.
Miglior Regia
Paul Thomas Anderson (Una battaglia dopo l’altra), Ryan Coogler (Sinners), Josh Safdie (Marty Supreme), Joachim Trier (Sentimental Value), Chloé Zhao (Hamnet – Nel nome del figlio).
Con record infranti, nuovi equilibri e vecchie certezze messe in discussione, la corsa agli Oscar 2026 è ufficialmente aperta. E mai come quest’anno, Hollywood sembra aver scelto di guardare al futuro senza voltarsi indietro.
