Dopo le turbolenze emotive e gli scossoni macrofinanziari del biennio 2024-2025, i mercati sembrano aver metabolizzato l’incertezza. Guardando al 2026, lo scenario che emerge dalle analisi di Capital Group è quello di un anno improntato alla resilienza, con un ampio ventaglio di opportunità di investimento sia sul fronte azionario sia su quello obbligazionario, in un contesto globale che resta complesso ma meno imprevedibile.
Il filo conduttore rimane l’intelligenza artificiale, ma con una prospettiva più matura: non più concentrata esclusivamente sui grandi nomi tecnologici, bensì diffusa trasversalmente sull’intero tessuto produttivo, con effetti a cascata su utili, investimenti e produttività. Sullo sfondo, politiche monetarie divergenti tra Stati Uniti ed Europa, un dollaro strutturalmente più debole e un rinnovato ruolo delle obbligazioni come strumento di stabilizzazione dei portafogli.
Ancora volatilità, ma meno incertezza
È quanto emerso da un webinar di Capital Group – colosso globale dell’asset management con oltre 3.200 miliardi di dollari in gestione – coordinato da Roberta Gastaldello, Managing Director e Head of Financial Intermediaries Italy. Le analisi sono state affidate a Julie Dickson, Investment Director per l’azionario, e a Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income per Europa e Asia.
Il messaggio di fondo è chiaro: la geopolitica continuerà a generare volatilità, ma il grado di incertezza appare inferiore rispetto agli anni precedenti. In assenza di shock sistemici – a partire da una recessione globale – i mercati mostrano una capacità di assorbimento più solida, sostenuta da fondamentali ancora robusti.
Crescita in accelerazione tra USA ed Europa
Sul fronte azionario, Julie Dickson ha delineato uno scenario in cui la crescita economica potrebbe accelerare nella seconda metà del 2026, sia negli Stati Uniti sia in Europa. Negli USA il ciclo di allentamento monetario della Federal Reserve resta un fattore di sostegno per i mercati, mentre in Europa l’inflazione – alimentata soprattutto dalla ripresa tedesca – potrebbe spingere la Bce verso un approccio più restrittivo nella parte finale dell’anno.
Proprio la Germania rappresenta uno dei principali motori potenziali: gli stimoli fiscali e gli investimenti in difesa e infrastrutture sono destinati a produrre un effetto domino sull’economia europea. In parallelo, il Giappone continua a beneficiare delle riforme di governance aziendale, mentre l’impatto dei dazi statunitensi si è rivelato finora meno penalizzante del previsto.
Dopo una lunga fase di sovraperformance americana, le opportunità azionarie appaiono oggi più diffuse a livello globale. Capital Group mantiene un approccio prudente, evitando movimenti speculativi e puntando invece su trend strutturali: l’espansione dell’IA, la tenuta degli utili societari e la crescita attesa in Cina.
L’IA oltre i Big Tech e il nodo delle valutazioni
Secondo Dickson, i benefici dell’intelligenza artificiale si estenderanno ben oltre il settore tecnologico, coinvolgendo comparti come finanziari, healthcare, media e infrastrutture. Se alcune valutazioni appaiono elevate, la crescita attesa degli utili nella seconda metà del 2026 potrebbe riportare sotto i riflettori molte aree oggi trascurate, sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Resta aperto il dibattito sul rischio di una bolla, anche all’interno del team di Capital Group. Ma la lettura è sfumata: accanto ai beneficiari diretti dell’IA, emergono vincitori di secondo e terzo livello, con un potenziale di rivalutazione ancora significativo.
Emergenti: spostamenti “tettonici” in atto
Le tensioni legate al commercio internazionale non scompariranno nel 2026, ma il mercato ha dimostrato una crescente capacità di adattamento. Nei Mercati Emergenti, invece, sono in corso spostamenti strutturali profondi, legati alla riallocazione delle catene produttive e alla crescita degli utili, con la Cina nuovamente in prima linea.
In questo contesto, le obbligazioni tornano a giocare un ruolo cruciale. Flavio Carpenzano ha sottolineato come il reddito fisso offra oggi cedole elevate, protezione del capitale e una diversificazione efficace rispetto all’azionario, senza sacrificare i rendimenti. Le banche centrali, in molti casi, stanno tagliando i tassi in assenza di recessione, mentre la Bce potrebbe muoversi in controtendenza solo in modo graduale.
Reddito fisso: valore nelle curve più ripide
Secondo Carpenzano, è in atto una progressiva riconvergenza tra Stati Uniti ed Europa, con opportunità interessanti sulle curve dei rendimenti più ripide. Le pressioni al rialzo sulla parte lunga restano legate all’aumento del debito pubblico, mentre Capital Group privilegia scadenze più brevi, soprattutto negli USA.
Per gli investitori europei, il deprezzamento del dollaro sull’euro è un fattore da considerare attentamente, così come le dinamiche della Fed. Nel credito corporate, la preferenza va all’Investment Grade statunitense, pur all’interno di un approccio globale che continua a valorizzare l’esposizione in dollari.
Credito di qualità ed Emergenti ben posizionati
Le opportunità più interessanti, secondo Capital Group, si concentrano nel credito corporate di alta qualità, caratterizzato da bassa leva finanziaria, fondamentali solidi e valutazioni ancora attraenti nonostante spread compressi. Negli USA, l’aumento delle operazioni di M&A e la spinta dell’IA alimentano una domanda sostenuta da parte degli investitori istituzionali.
Anche l’High Yield statunitense mostra un profilo di qualità migliorato, con tassi di default contenuti e una buona capacità di resistenza agli shock. Infine, il reddito fisso dei Mercati Emergenti – dopo un 2025 molto positivo – appare ben posizionato per replicare la performance nel 2026: le banche centrali hanno anticipato il ciclo e ora possono tagliare, soprattutto in valuta locale, favorite da un dollaro debole.
In questo quadro, l’America Latina emerge come un’area particolarmente interessante, grazie alla combinazione di tassi in calo e valute locali sostenute. La geopolitica continuerà a generare volatilità, ma – conclude Capital Group – con un grado di incertezza inferiore rispetto al recente passato e un numero crescente di opportunità selettive per gli investitori di lungo periodo.
